Nel fine settimana

"Trascendi e sali", al Teatro Curci la nuova produzione di Alessandro Bergonzoni

Tra applausi scroscianti e risate di gusto da parte dei commensali... lui indomito portatore di posate e di pensate

Spettacolo
Barletta lunedì 15 aprile 2019
di Giacomo Caporusso
Alessandro Bergonzoni
Alessandro Bergonzoni © BarlettaLive.it

Il Teatro Curci di Barletta onorato di ospitare ancora una volta Alessando Bergonzoni con la sua nuova produzione "Trascendi e sali".

Assistere ad una parte di spettacolo guardando i soli piedi é stata un'altra intuizione vincente di Alessandro Bergonzoni. I passi percorrono il piano superiore del trabattello illuminato. Avanti e indietro, da destra a sinistra e ritorno. Definirlo attore, sì ma anche uno scrittore, un artista completo, e perché no, un comico di prestazioni verbali dell’assurdo, un affabulatore dei dialoghi no sense, insomma, il migliore tra gli artisti contemporanei.

Una scenografia divisa e segnata per non uscire fuori dagli schemi (un ossimoro considerando il fuori schema dei suoi pensieri). Sul fondo palco un telo rosso a mezz’asta dove l'attore affronta alcune tematiche sociali, come la morte di Giulio Regeni e quella di Stefano Cucchi; nel limitare destro del palco, una impalcatura, "la pensostruttura" da dove parte la genesi del suo monologo; per il resto lo spettacolo si svolge a leggio, al centro della scena, di fronte al pubblico.

Un onemanshow comico, dove quando ti va bene capisci una battuta ogni quattro. E non perché siano incomprensibili, semplicemente perché sono troppe. Del resto, una delle caratteristiche degli spettacoli di Alessandro Bergonzoni sono i giochi di parole, le allusioni, e doppi sensi. La stessa ironia che lo ha reso noto fin dai tempi del "Maurizio Costanzo show".

Una grande interpretazione teatrale, servita su un piatto di porcellana e condita con storie di ordinaria follia e senza un file rouge.

All'apparenza forse, ed ecco allora che si parla di politica, d'istituzioni, passando per le religioni, fino a giungere al recente tema di attualità: "Quello sui migranti? Sta dicendo che l’Italia non sa ancora se fare una raccolta di migranti… E nel caso, bisognerà farla differenziata? "Metterli nella carta, in questo caso “stampata”? Nel vetro? Cioè nelle televisioni? O metterli dell’organico? Terra o mare?".Le sue frasi ad effetto lasciano nel dubbio il pubblico attento e partecipe del teatro Curci. Che faccio rido, sorrido, mi intristisco o piango? Non c'è tempo perché il menù gourmet offerto dallo chef bolognese non si ferma e continua offrendo portate sempre diverse.

Le risate del pubblico non sono all'unisono: c'è chi ride a catenella, chi sguaiato, altre sono risa di sottofondo, tenui, tenere, perché la frase appena assaporata va gustata con calma per farla posare sul fondo di ognuno di noi . Dopo i cento minuti di spettacolo, e con quasi quattro di un applauso interminabile, il pubblico richiedeva il ritorno di Alessandro Bergonzoni sul palco. Lo stralunato personaggio, ma lucido nella mente ,esce dalle quinte, che sono anche seste e settime; torna davanti al pubblico dicendo che lo spettacolo è finito e che dunque bisogna abbandonare il teatro, dovete andar via! Tra applausi scroscianti e risate di gusto da parte dei commensali... lui indomito portatore di posate e di pensate, continua il discorso precedente che sembrava finito ed invece è infinito, senza soluzione di continuità teatrale.

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