Tra terrore e sfiducia emerga la realtà

Modelli sbagliati si radicano dove non vi sono alternative e quindi si imita il peggio per sopravvivere, quando invece bisogna interpretare il meglio per vivere bene

Marilù Liso e Saverio Costantino Una finestra su Ben-essere
Barletta - venerdì 15 aprile 2022
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Interrogarsi su cosa fare e come poter intervenire su una deriva sociale e culturale deve sempre richiamare alla qualità della vita.

Una città ha una identità che non si costruisce o si cambia con sole affermazioni di principio e buoni propositi. Più volte ho sottolineato in altre occasioni, sperando di non essere premonitore, come l'intervento a monte delle forze dell'ordine e dell'azione repressiva è necessaria, ma non basta, non puo' essere tutto.

Ognuno deve interrogarsi anche su piccoli comportamenti che rappresentano affluenti ad un corso ben più ampio, l'organizzazione delinquenziale da qualche parte si nutre e spesso i piccoli affluenti sono magari gli stessi che si indignano e che probabilmente non hanno la forza di lottare e quindi collidono. Quando si parla di importanza della prevenzione e degli interventi psicologici ed educativi precoci, ci deve essere l'impegno sistematico e continuo su fasce giovanili, soprattutto quelle adolescenziali, non bastano interventi sporadici, spesso neanche messi in rete.

Sull'onda emotiva tutti esprimono contenuti forti, tanti vorrebbero andare via da un contesto che non consente di avere adeguata sicurezza, qualita' dell'ambiente, criticità del traffico e dei trasporti. E quindi? Chi fa? E cosa? Sembra che la colpa sia sempre degli altri e che qualcun altro debba fare per noi tutti. Si invocano politica, istituzioni, disgregazione della famiglia. Tutto vero, ma cominciamo a non essere affluenti del corso maestro, ovvero ad essere protagonisti di diversi modi di essere attori in una società. Siamo tutti protagonisti nelle varie posizioni, insegnanti, politici, tutti, anche i "semplici" cittadini recidano ogni modo per alimentare cattive prassi.

Se poi i buoni esempi vengono dall'alto è anche vero che sono espressione di una aspettativa dal basso e di altri altrettanto dirompenti esempi. Modelli sbagliati si radicano dove non vi sono alternative e quindi si imita il peggio per sopravvivere, quando invece bisogna interpretare il meglio per vivere bene. Mi piace quel motto che dice cosi' "per aspera ad astra" (attraverso le asperità per raggiungere le stelle). Credo rappresenti appieno quanto tutti insieme viviamo, le lotte continue, le imprese difficili che devono condurci sino alle stelle.

Dott. Saverio Costantino

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