La proposta del senatore di Forza Italia

Categorie contro Dpcm in piazza Prefettura, sen. Damiani: "Tavolo di confronto per emendamenti"

"Considerando che il decreto "ristori" inizierà a giorni il suo iter in commissione Bilancio al Senato, di cui faccio parte, dichiaro la mia immediata disponibilità a convocare un tavolo con le categorie produttive"

Politica
Barletta giovedì 29 ottobre 2020
di La Redazione
Foto della protesta
Foto della protesta © n.c.

"Piena solidarietà alle associazioni di categoria che questo pomeriggio manifesteranno pacificamente in piazza Prefettura a Barletta, in dissenso con le decisioni prese dal governo Conte con l'ultimo Dpcm. Purtroppo si scarica sulle categorie produttive l'incapacità di gestire con polso fermo una situazione che, seppur complessa, almeno in questa seconda fase poteva essere affrontata con maggior efficacia attraverso una pianificazione adeguata". E' l'opinione del senatore di Forza Italia Dario Damiani, che prosegue: "Invece, oltre alla mancanza di una linea coerente da parte del governo, che emana Dpcm contrastanti fra loro a distanza di poche settimane, le attività pagano anche il prezzo del conflitto fra governo e regioni, incapaci di remare in una direzione univoca. Pertanto, per andare incontro alle esigenze dei settori più colpiti dall'emergenza sanitaria ed economica, in particolar modo dall'ultimo Dpcm, considerando che il decreto "ristori" inizierà a giorni il suo iter in commissione Bilancio al Senato, di cui faccio parte, dichiaro la mia immediata disponibilità a convocare un tavolo con i rappresentanti delle categorie produttive del nostro territorio per raccogliere suggerimenti da proporre come emendamenti migliorativi. È fondamentale in questo momento ascoltare tutte le voci direttamente coinvolte, per evitare quello che sta già accadendo: intere categorie dimenticate dal dl ristori, nonostante facciano comunque parte della filiera delle attività sospese. Basta con queste incomprensibili discriminazioni, frutto di approssimazione, che dividono chi chiede soltanto di poter esercitare il proprio sacrosanto diritto al lavoro in piena sicurezza".




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