Presidente del Comitato permanente della Protezione civile Puglia

Coronavirus, il consigliere Mennea propone il ‘diario dei contatti’ per i dipendenti comunali

"Facciano il ‘diario dei contatti’ per consentire alle amministrazioni e alle Asl di poter ricostruire rapidamente la catena dei colleghi con cui sono venuti in contatto in caso di contagio"

Politica
Barletta mercoledì 25 marzo 2020
di La Redazione
Ruggiero Mennea e Angelo Borrelli
Ruggiero Mennea e Angelo Borrelli © n.c

“Rivolgo un appello ai Comuni della Puglia: tutti i dipendenti, che devono necessariamente lavorare in sede, facciano il ‘diario dei contatti’ per consentire alle amministrazioni e alle Asl di poter ricostruire rapidamente la catena dei colleghi con cui sono venuti in contatto, in caso di contagio da Covid. In questo modo si potrà intervenire in maniera rapida per circoscrivere il contagio stesso. E’ una proposta che faccio a tutti i sindaci, in particolare quelli della Bat, che potranno così dotarsi di uno strumento efficace per la lotta alla diffusione del Coronavirus”. Lo dichiara il presidente del comitato permanente della Protezione civile Puglia, Ruggiero Mennea, sulla scorta di un’iniziativa già in vigore da oggi al Comune di Bari, i cui dipendenti che si recano sul luogo di lavoro dovranno a fine giornata compilare il ’diario dei contatti’, un form elettronico accessibile anche via internet, nel quale segnalare tutti i colleghi con cui sono entrati in contatto durante la giornata lavorativa.

“Il form elettronico – spiega Mennea - viene compilato all’interno della piattaforma telematica di ogni Comune. Dunque, si tratta di una procedura molto semplice, ma che costituisce un’ulteriore misura di sicurezza che le amministrazioni comunali possono adottare a tutela dei dipendenti. Invito, pertanto, i sindaci a utilizzare questa misura, laddove ovviamente il lavoro del dipendente – conclude - non possa essere svolto a casa, in modalità smart working”.

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I commenti degli utenti
  • savino ha scritto il 25 marzo 2020 alle 10:41 :

    E' preoccupante tale iniziativa di controllo dei dai personali e dei movimenti delle persone a rischio.Tali misure devono essere conformi alla carta dei diritti fondamentali e alla conv. europea.C'è un pericolo ancora maggiore, la raccolta dei dati quale sorte avrà una volta cessata l'emergenza? Siamo sicuri che questo tracciamento non continuerà anche successivamente? Ci potrebbe essere un rapido passaggio da una società dell'informazione ad una meno lecita di controllo.TALE perido di informazioni!!!!!!!o di controllo??? deve essere trasparente, di breve durata e trattati per finalità specifiche da persone serie. IL modello CINA e Coreano non sono modelli da seguire ma ho il dubbio che ci sono molto vicini. Rispondi a savino