La nota del senatore di Forza Italia Dario Damiani

Decreto Sicurezza lavoro, sen. Damiani (FI): "Bene ma serve intervento organico e completo"

"Anche nella mia città, Barletta, si è consumata una tragedia sul luogo di lavoro, in cui ha perso la vita un operaio 60enne. E appena una settimana prima, nella vicina Andria, a morire mentre lavorava era stato un ragazzo 30enne"

Politica
Barletta mercoledì 20 ottobre 2021
di La Redazione
Il sen. Dario Damiani
Il sen. Dario Damiani © Ufficio Stampa sen. Damiani

Varato dal Governo un decreto in materia fiscale e del lavoro, il cui titolo III è appositamente dedicato al "Rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro".

"Pochi giorni fa anche nella mia città, Barletta, si è consumata una tragedia sul luogo di lavoro, in cui ha perso la vita un operaio 60enne. E appena una settimana prima, nella vicina Andria, a morire mentre lavorava era stato un ragazzo 30enne. Eventi inaccettabili, in un Paese come il nostro in cui le normative sono capillari e severe - commenta il senatore di Forza Italia Dario Damiani - Eppure i numeri non lasciano spazio a dubbi: già 720 casi di morti bianche nel 2021. Un dramma che sgomenta e che va affrontato con determinazione nella sua complessità, con interventi che riducano al minimo le possibilità che eventi simili possano ripetersi. Nell'ultimo decreto su fisco e lavoro varato in queste ore, il Governo dedica un'apposita sezione al rafforzamento della sicurezza nei luoghi di lavoro. Nello specifico, si prevede un inasprimento delle sanzioni per varie fattispecie di violazioni, nonché il reclutamento di oltre mille Ispettori del lavoro. Si tratta di un provvedimento utile ma certamente non risolutivo, perché le tragiche morti bianche purtroppo sono soltanto la punta dell'iceberg di una serie di criticità dell'universo lavoro e, pertanto, vanno collocate in un quadro negativo più ampio. Non basta aver creato un nuovo ente, l'INL, se da questa "fusione a freddo" non deriveranno evidenti e concreti benefici. In tema di controlli, per esempio, negli ultimi anni l'organico del personale ispettivo di Inps, Inail e Asl ha subito una vera e propria emorragia non compensata da adeguate sostituzioni. Un dato su tutti: nell'ultimo anno, su 4 milioni di aziende i controlli sono stati appena 25 mila. Non potranno essere quindi i mille prossimi assunti a modificare significativamente questa grave situazione, ma sarà necessario un approccio comprensivo di una pluralità di interventi. Penso, per esempio, alla possibilità di modificare l'obbligo normativo di quiescenza a 65 anni, elevandolo magari a 67, per dar modo ai nuovi entrati di formarsi in un arco temporale congruo e ai veterani di mettere a disposizione ancora il loro patrimonio di esperienza. Nel prossimo biennio, con le uscite già programmate, si rischia il collasso, tra l'altro in un momento in cui, alla luce anche della pandemia ancora in corso, la necessità di controlli nelle aziende risulta più che mai indispensabile. Infine, un aspetto non secondario: al momento solo gli ispettori Asl sono abilitati a controlli specifici sulla sicurezza, quindi un numero ancora più esiguo del totale. Credo sia doveroso dedicare in Parlamento un approfondito e organico esame a tante questioni che interessano il settore", conclude il senatore pugliese.

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