L'intervista

I portatori di San Ruggero, una tradizione che si tramanda di padre in figlio

Una chiacchierata con il presidente dell’associazione “Portatori di San Ruggero” Savino Laluce

Cultura
Barletta giovedì 11 luglio 2019
di Nicola Ricchitelli
I portatori di San Ruggero
I portatori di San Ruggero © Nicola Ricchitelli

Ospitiamo quest’oggi sulle pagine di BarlettaLive la voce di Savino Laluce, presidente dell’associazione “Portatori di San Ruggero”.

Con Savino Laluce abbiamo cercato di capire il "peso" che il busto di San Ruggero ha per le loro vite, oltre che per la città di Barletta.

Savino, che valore assume per voi portatori portare in spalla il busto di San Ruggero?

R:« Portare in spalla il busto di San Ruggero significa portare in spalla Barletta…significa portare colui che negli anni ha fatto tanto per la nostra città con la sua intercessione».

Cosa ha spinto ognuno di voi nel fare questa scelta?

R:«La maggior parte di noi è divenuto un portatore di San Ruggero per tradizione di famiglia, ci tramandiamo questa devozione di padre in figlio da oramai molti anni».

Come vivete l’attesa della Sacra Effige della Madonna dello Sterpeto dentro la chiesa di San Ruggero il martedì del suo arrivo?

R:« È un'emozione indescrivibile…aspettare dentro al monastero l'arrivo della Madonna è come quando si aspetta l'arrivo della mamma a casa, ti senti battere il cuore e non vedi l'ora di abbracciarla e dirle grazie mamma ti voglio bene...».

Quali sono le fasi di preparazione nei giorni che anticipano la festa?

R:« Nei giorni che anticipano la festa, come da tradizione, ci incontriamo per mettere a punto l'organizzazione delle varie processioni, dei vari impegni che seguono la festa, poi qualche giorno prima della processione c'è il rituale montaggio e la pulizia del busto di San Ruggero affidata a noi portatori...».

Savino, che significa essere un devoto di San Ruggero?

R:« Non so se lei conosce il canto di San Ruggero…in una parte del canto di lui si dice che “LUI è l'illustre pastore…”, ecco, essere devoto di San Ruggero significa far parte di questo gregge, un gregge che ha come pastore San Ruggero».

Come vivete nel momento della processione questo rapporto di devozione tra San Ruggero e i barlettani?

R:« Quando passiamo per le vie della città vediamo nei volti dei barlettani e nei loro occhi l'amore verso San Ruggero e dai loro occhi si capisce che chiedono l'aiuto come lo si chiede ad un padre».

Cosa chiede il barlettano a San Ruggero?

R:« Salute, lavoro e la serenità nelle famiglie, questo chiede il barlettano a San Ruggero».

Per chiudere, ti chiedo di fare un invito alla cittadinanza a restare nei giorni della festa…

R:« Ormai è tradizione che i barlettani vadano via nei tre giorni della festa. Per la Madonna si dice che è come se il figlio andasse via per il compleanno della mamma, per San Ruggero sarebbe come andare via per il compleanno del proprio papà, perché San Ruggiero è un po' il nostro padre…è il papà dei barlettani, perché come si dice a Barletta “San Rgir ie amend e forestir..” e lui ci ama tanto. Voglio concludere appunto augurando buona festa a tutti».

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