Per ristabilire la verità storica sulle origini del monumento

Monumento Immacolata in piazza Plebiscito, lettera di Mons. Lattanzio al Sindaco

Sia ricollocata ai piedi del Monumento copia della lapide-ricordo del 1964 (andata smarrita) con la corretta dicitura

Cultura
Barletta martedì 21 maggio 2019
di La Redazione
Monumento Immacolata in piazza Plebiscito
Monumento Immacolata in piazza Plebiscito © nc

"E’ stata riqualificata Piazza Plebiscito, già “Paniere del Sabato”, dando lustro alla nostra Città e ai nostri Amministratori che si sono impegnati a restituirla ai barlettani che a loro volta daranno prova del loro senso civico, custodendola e salvaguardandola".Inizia così la lettera di Mons. Sabino Lattanzio, indirizzata al Sindaco Cannito e all'Amministrazione comunale.

"Al centro della piazza, una delle più centrali e storiche della nostra Città, cinquantacinque anni fa, il 15 novembre 1964, il cardinale Luigi Traglia inaugurava il monumento all’Immacolata Concezione, per la cui realizzazione si fece promotore il sacerdote don Antonio Larosa, assistente diocesano dell’Arcidiocesi Nazarena di Barletta degli Uomini di Azione Cattolica.

La statua in bronzo dell’Immacolata fu realizzata da Mario Ferretti, scultore toscano di San Piero a Sieve, nel Mugello, deceduto nel 1989; progettista dell’imponente basamento in pietra fu il barlettano ing. Biagio Vista.

Ultimamente, sotto il monumento è stato apposto un blocco del vecchio marciapiede della piazza, avente la seguente incisione: “OPERA REALIZZATA DAL MINISTERO DEILL PP ANNO 1958”. Questa collocazione sta creando grande confusione in chi si sofferma in quel luogo a riguardo del promotore di tale Monumento Mariano e dell’anno di realizzazione. Si sta, quindi, creando un falso storico!

PER QUESTO FACCIO APPELLO ALLA SENSIBILITA’ STORICA E ARTISTICA DEL SIGNOR SINDACO, DOTT. COSIMO DAMIANO CANNITO E ALLA SUA AMMINISTRAZIONE, affinché quel reperto del vecchio marciapiede sia rimosso e inserito eventualmente nel nuovo marciapiede o collocato nel prato di un altro angolo della piazza e ricollocare ai piedi del Monumento la lapide-ricordo del 1964 (andata smarrita) avente la seguente scritta:

ALLA VERGINE IMMACOLATA

I FIGLI DI BARLETTA

SOTTO IL PONTIFICATO DI PAOLO VI

ARCIVESCOVO DI BARLETTA E TRANI

S. E. REGINALDO G. M. ADDAZI

ERESSERO E SI CONSACRARONO

S. EM. IL CARDINALE LUIGI TRAGLIA

BENEDISSE

XV NOVEMBRE MCMLXIV

Inoltre, faccio appello al Signor Sindaco che sia ripristinata la vecchia corona delle dodici stelle che circondava il capo della Madonna, sostituendo quell’insignificante grande stella che attualmente la sormonta. A proposito della corona delle dodici stelle, ne possiamo ammirare la sua armonica bellezza in una bellissima foto ufficiale del Monumento Mariano scattata nel 1964 dal fotografo Calvaresi (vedi allegato).

Per la storia del Monumento, stando a una relazione dell’ing. Biagio Vista “la statua venne a costare sette milioni e mezzo”, inoltre, ci viene detto: “A quella onorevole iniziativa si associarono il Comm. Matteo Lionetti, allora residente a Roma, il Comm. Sarcinelli Giuseppe e l’Impresa Edile Michele Stella che, a quel tempo eseguiva lavori per conto della Cementeria di Barletta. Il Comm. Riccheo Antonio [dal quale, unitamente al sig. Aldo Bernardini, l’ing. Vista ricevette l’incarico del lavoro in questione] fornì, a proprie spese i materiali da costruzione (cemento, ferro, brecciame ecc.) nonché gli scalpellini dei quali ne ricordo uno, l’operaio Nicola Delvecchio, che solea cantare mentre lavorava. Fu lo stesso Comm. Riccheo che mise a mia disposizione un camion per il trasporto dei massi in pietra calcarea, rivenienti dalle cave di Trani. Il sottoscritto sul far dell’alba si recava con quel camion nelle cave e sceglieva i massi più idonei alla bisogna, per poi far ritorno con quel carico a Barletta in tempo per impartire alle maestranze le dovute direttive. L’impresa Stella mise a mia disposizione tutte le attrezzature necessarie e le maestranze (carpentieri, ferraioli, tavolame, ponteggi, verricelli, ecc.)”.

Da questa breve descrizione si evince l’entusiasmo che tale realizzazione suscitò in città, trovando accoglienza, benevolenza e generosità di tanti concittadini. Il giorno dell’inaugurazione fu una vera apoteosi e una generale attestazione di affetto dei barlettani verso la Gran Madre di Dio e Madre nostra: “Fu una festa meravigliosa sentita e gradita da tutti; una festa accolta dal Popolo con ardore ed esultanza”.

Barletta, a buon diritto chiamata “Nova Nazareth” per i legami con la Diocesi Nazarena di Galilea e dieci anni fa fregiata col titolo di “Civitas Mariae” è altamente fiera dei suoi padri che hanno voluto innalzare questo imponente monumento alla Vergine Maria di Nazareth.

I passanti, alzando lo sguardo verso l’immagine della Beata Vergine Immacolata, sentono la nostalgia di quella grazia che perdiamo ogni qualvolta ci lasciamo travolgere dal peccato e dal nostro egoismo, e Maria non manca di farci risalire per riconquistare la dignità di cui Iddio ci ha privilegiato, creandoci a Sua immagine e somiglianza, accompagnati dall’invocazione augurale composta e diffusa dal nostro santo concittadino, il Venerabile mons. Raffaele Dimiccoli: “O Maria, che sei entrata nel mondo senza macchia, ottienimi da Dio che io possa uscire dal mondo senza colpa!”.

Certo che la mia richiesta, che si fa voce di tanti nostri concittadini, venga accolta come segno di amore e attaccamento alla nostra comune Città, in attesa di una loro benevola risposta

saluto con osservanza".

Barletta, 8 maggio 2019

(Mons. Sabino Amedeo Lattanzio)

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