Il capolavoro di Bulgakov

"Il Maestro e Margherita", al Teatro Curci i due amanti e quel diavolo di Riondino

Uno degli spettacoli più apprezzati della stagione del teatro Curci in scena nel weekend a Barletta

Cultura
Barletta domenica 13 gennaio 2019
di Giacomo Caporusso
Il Maestro e Margherita
Il Maestro e Margherita © BarlettaLive.it

Tra il maestro e Margherita quel diavolo di Riondino.

Partiamo dalla fine: sulle note di Simpathy for the devil dei Rolling Stones, cala il sipario in un teatro Curci stranamente versione polo nord; temperatura gelida per un anomalo clima teatrale gelido percepito tra palco, platea e loggione, tanto da fare da contraltare all'infuocato inferno di Waland sul palcoscenico.

Lo spettacolo ha inizio con un dialogo surreale tra due cittadini russi – Berlioz e Bezdomnyj – e uno straniero (il professore di magia Woland), da poco arrivato a Mosca: “Se non ho sentito male, lei stava dicendo che Gesù non è mai esistito?Ah, com’è interessante!, e, scusate se sono importuno, voi oltretutto non credete neppure in Dio?Dunque se Dio non esiste non esiste neanche il diavolo". Inizia così "Il maestro e Margherita" uno degli spettacoli più apprezzati della stagione del teatro Curci in scena nello scorso weekend a Barletta.

Una scenografia che dà l'idea di bunker militare, costituito da tre pareti grigie ed opache dove, come su una lavagna, sono disegnati graffiti preistorici e didascalie che alludono al misterioso destino dell’uomo.Un impatto freddo nella sua semplicità, fatta anche, e non solo, di passaggi, porte e botole, di comparse e scomparse, di andate e ritorni di paure e poche certezze. Pareti che creano l'effetto di una camera di un manicomio o ancora peggio di un carcere; dove gli attori vivevano i loro mondi senza futuro e senza speranza,quasi come l'anticamera del cimitero. Situazioni a compartimenti stagni che sembrano ingabbiare sogni e prospettive, con disegni primordiali come scritte ed incisioni dal sapore preistorico e satanico.

Il capolavoro di Bulgakov acquista nuova energia nella trasposizione drammaturgica di Letizia Russo, una rilettura che, nonostante le tre ore di spettacolo, in due tempi, mira all’essenza dell’opera, rendendola fluida e veloce tra risate e tragedie, tra male e bene, tra sacro e profano. Una trasposizione piena di colori potenti come il rosso del fuoco in grado di sfidare la creatività scenica del regista Andrea Baracco,che con grande cura nei dettagli ed una precisione puntigliosa riesce come un grande direttore d'orchestra a mettere all'unisono gli undici attori che si alternano sul palco, oltre all'ottima interpretazioe di un cast di esaltante bravura. Il tema della storia si focalizza sulla storia d’amore tra il Maestro (Francesco Bonomo) che vuole ritrovare la verità perduta attraverso la messinscena del suo dramma su Ponzio Pilato ed il Messia e Margherita (Federica Rosellini).la sua amata, bella e dolce. La giovane attrice ( bravissima nonostante le sue critiche condizioni fisiche) vivrà un' esperienza soprannaturale, dovrà gioco forza diventare strega e volare nuda nella notte su tutta la Russia ( il clima gelido del teatro ha reso la scena veramente realistica...). Margherita sopravvive a questa straordinaria prova guadagnandosi così la possibilità che il diavolo (Michele Riondino) esaudisca il suo più profondo desiderio: ritrovare il Maestro. I due amanti, poveri ma felici, potranno così tornare nello scantinato in cui hanno vissuto la loro storia d’amore.

A completare il trittico della rappresentazione al Teatro Curci, la consegna da parte del sindaco Cosimo Cannito di un pezzo della pista di atletica con dedica a Michele Riondino, per aver vestito ed interpretato il primatista mondiale Pietro Mennea nella fiction di Rai uno, dedicata all'uomo più veloce del mondo.

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