Domani, 12 settembre

Mennea Day, lettera aperta al Sindaco per Barletta città della Disfida e di Pietro Mennea

"Ora il sindaco Cannito ha dalla propria una sempre più diffusa presa di coscienza popolare per tagliare vittoriosamente il traguardo istituzionale"

Cultura
Barletta martedì 11 settembre 2018
di La Redazione
Pietro Mennea
Pietro Mennea © web

“Aver intitolato il lungomare di ponente a Pietro Mennea non basta. Per ricordarlo compiutamente dobbiamo definire Barletta nel nostro Statuto Comunale come: Barletta città della Disfida e di Pietro Mennea. Dovrà essere portato a compimento il progetto relativo al monumento dedicato a Pietro Mennea”.

"Queste parole, signor Sindaco, erano e rimangono stampate a chiare lettere nei punti qualificanti di programma elettorale della coalizione di buon governo da Lei sottoscritto, ampiamente diffuso in campagna elettorale e che hanno pertanto costituito uno dei motori di quella netta vittoria lo scorso 10 giugno", ricorda al primo cittadino il giornalista Nino Vinella.

"Così oggi, nella vigilia del Mennea Day 2018, richiamo, a nome mio personale e di quanti si stanno mobilitando verso questo traguardo, quell’impegno all’attenzione Sua e dell’opinione pubblica affidandolo alla presente lettera aperta.

Già nella conferenza stampa delle iniziative per il Mennea Day 2018 avevo pubblicamente pregato l’assessore allo sport Michele Lasala, in assenza del Sindaco, di portare quest’appello a diretta conoscenza del primo cittadino.

Ora formulo l’intervento affinché sia chiaro che ogni sforzo proteso a cogliere entrambi gli obiettivi della campagna elettorale possa essere più che adeguatamente fatto proprio e sostenuto dall’intera comunità di Barletta.

Quale presidente del Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia ho provveduto a protocollare la richiesta, acquisita agli atti ufficiali del Comune di Barletta, di emendare l’articolo 5 dello Statuto Comunale, mediante delibera consiliare così come previsto, associando al titolo istituzionale già esistente quello più completo ed articolato di “Barletta città della Disfida e di Pietro Mennea”.

La precedente amministrazione dell’ex sindaco Pasquale Cascella e la presidenza del Consiglio comunale di allora, nella persona dell’avv. Carmela Peschechera, avevano avviato, purtroppo senza esito, alcune fasi preliminare interpellando anche la Prefettura.

Ora il sindaco Cannito ha dalla propria una sempre più diffusa presa di coscienza popolare per tagliare vittoriosamente il traguardo istituzionale. Ora il sindaco Cannito può anche contare, oltre alla propria personale autorità, delle forze politiche e delle liste civiche della sua vincente coalizione, sull’apporto in Consiglio comunale del consigliere regionale Ruggiero Mennea come suo membro: il quale, sia pure da posizioni politiche diverse, risulta essere potenzialmente un forte alleato in questa iniziativa come consanguineo nonché delegato locale della Fondazione Pietro Mennea Onlus operante da Roma sul territorio nazionale come ci ha comunicato in conferenza stampa.

Con tale auspicio, signor sindaco, e nel garantire alla Sua opera il costante impegno di chi, come il sottoscritto, intendere coronare di successo l’iter istituzionale mirato a definire statutariamente “Barletta Città della Disfida e di Pietro Mennea”, porgiamo i migliori auguri di buon lavoro!"

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Genoveffa Lafiacca ha scritto il 13 settembre 2018 alle 05:06 :

    Niente, si era nascosto così bene che sembrava fosse stato vittima di rapimento. La sera dopo venne a tutti un sospettone: il muro! Era stato murato vivo, come la Monaca di Monza... Demolirono tutto e lo ritrovammo... Io piangevo dalla gioia, idem Vincenza e il piccolino appena uscito da quella trappola disse "niente, non è successo niente, non mi hanno trovato, ho vinto io nascondino...". Aggiunse poi che aveva un leggerissimo appetito. La mamma preparò una spaghettata e vivemmo splendidi momenti Rispondi a Genoveffa Lafiacca

  • Genoveffa Lafiacca ha scritto il 13 settembre 2018 alle 04:59 :

    Avrei voluto essere al Mennea Day di ieri, ma i miei problemi di deambulazione e gli acciacchi me lo impediscono. Sono stata una vecchia amica di mamma Vincenza... Venivo spesso invitata nella loro casa... accogliente, come la gente del sud. Spesso eseguivano lavori.racconto una cosa che mi rimase impressa. Una volta volevano chiudere una parte della casa, uno stanzino... i fratelli invitarono uno loro parente, un bimbo bello con dei lunghi capelli ricci... Giocavano a nascondino. Il muratore nel frattempo tra malta di cemento, mattoni, mazzuolo e scalpello, filo a piombo finiva il lavoro e abbozzava canti alpini. I fratelli Mennea, Pietro, Pino ecc, iniziarono a cercarlo : "Rino jiss, andò t'ascnnout?", "Rino e'mann"... Passammo preoccupati i successivi tre giorni a cercarlo. Rispondi a Genoveffa Lafiacca

  • Giuseppina Mazzarelli ha scritto il 12 settembre 2018 alle 16:45 :

    Probabilmente per il buio, ma il fanciullo intraprese la strada del balcone, era aperto e temporaneamente sprovvisto di ringhiera (i Mennea, in ristrettezze avevano sempre programmato di farlo riparare ma avevano sempre rinviato). Sentimmo un urlo disumano prolungato (eravamo all'ultimo piano, 95 metri di altezza), agghiacciante. Non lo rivedemmo più a casa nostra, ma fortunatamente atterrò nella serra dei vicini, foglie e piante attutirono la caduta. Il giorno dopo Pietro riparò da solo il balcone. Rispondi a Giuseppina Mazzarelli

  • Giuseppina Mazzarelli ha scritto il 12 settembre 2018 alle 16:40 :

    Ah, voglio ricordare in questo giorno di gaudio e giubilo un'altra avventura. Sono stata a servizio a casa Mennea per circa 60 anni i (da fine anni '40 a fine '90), ma lavorando solo un giorno la settimana, talvolta sabato e domenica... Sono di Roma e lavoravo a Roma già presso altri coniugi. Una volta i fratelli Mennea invitarono per studiare un loro amichetto, un fanciullo dalle guance dal colore di albicocche (sembrava lo avessero preso a sberle per farlo salire). A casa c''era una crisi e avevo detto ai Mennea che lo stipendio potevano non darlo. La luce era spenta per fare economia. Quando salì questo amichetto era al buio e lì rimasero, a lume di candela. Io ero a fare il bucato quando mi chiese "scusi signora dov'è il bagno?" e io dissi "in fondo al corridoio". Rispondi a Giuseppina Mazzarelli

  • tommaso lattanzio ha scritto il 12 settembre 2018 alle 16:20 :

    A me sembra che molta gente cerca di trarne vantaggio da quando è morto Mennea per farsi pubblicità . La cosa triste è che pochi conoscono la vera storia del grande campione ( pochi la hanno scritta) dagli esordi, anni formativi preziosissimi con l 'AVIS Barletta, alle sue doti atletiche uniche ed eccezionali. Sopportava carichi di lavoro imponenti estenuanti (unico velocista) senza incappare in overtraining ne infortuni, che permisero raggiungere grandi risultati al Mennea uomo. La maggior parte conosce storie non vere o parziali della sua vita che non rispecchiano in maniera completamente veritiera la realtà. Rispondi a tommaso lattanzio

    Gino Procu ha scritto il 13 settembre 2018 alle 04:36 :

    Hai ragione! Quando era in vita era tutto una chiesa, ora sono usciti fuori dai loculi. Sono topi. Nessuno poi che dica nulla, a parte qualcuno. Poi i finti parenti che spuntano, le stesse persone che per i giornali sono allo stesso tempo cugini, fratelli, pro-cugini, consanguinei, parenti. Ma non è disinformazione a livello Neurodeliri? Così la stampa diventa strumento nelle mani del politico di turno. E il popolo trattato come una capra. Che peccato... Rispondi a Gino Procu

  • Lavermicocca Rosa ha scritto il 12 settembre 2018 alle 16:14 :

    Su you tube c’è un video dove si dice che si deve a quei cornetti se Mennea è diventato il campione che è diventato. (0:57) https://www.youtube.com/watch?v=zVqzhD89Cuk Infatti prima di ogni allenamento la mattina andava dal bar e prendeva i cornetti. Sette la mattina, 9 a pranzo e poi cinque la sera. I cornetti erano la base della sua alimentazione e i fratelli mazzocca li preparavano di tutti i gusti: con la marmellata, col cioccolato, con la panna, con la crema, ma quest’ultimi erano fuori fuori fioretto. Quando andava al campo per fare veloce e iniziare subito l’allenamento, addentava un cornetto ma la marmellata era ancora calda e gli procurava una leggera erosione sulla lingua, provocando un subdolo sfrizzolio, come quando metti un ferro da stiro caldo nell'acqua. Rispondi a Lavermicocca Rosa

  • Lavermicocca Rosa ha scritto il 12 settembre 2018 alle 16:09 :

    Buonasera a tutti e buon Mennea Day. Sono la sorella della signora di prima. Volevo raccontare una mia esperienza. Conobbi Pietro quando era giovane e si allenava. I suoi allenamenti era talmente massacranti che altri atleti americani quando lessero le agende dissero "ah, ma questo programma noi lo facciamo in un anno". E qualcuno disse "Veramente Mennea lo fa in un giorno!".Quando Pietro si prendeva il giorno di riposo dagli allenamenti ci si andava a rilassare da Pierino la bettola. Era un ristorante dove si svolgeva un po’ la sua vita, invitava amici, dava feste. Spesso poi la mattina faceva colazione al Grancaffè Mazzocca, dove i fratelli mazzocca gli offrivano le colazioni gratis, cornetti e cappuccino. Nutrivano Pietro con questi cornetti che erano una specie di flebo per Pietro. Rispondi a Lavermicocca Rosa

  • t. lattanzio ha scritto il 12 settembre 2018 alle 15:47 :

    A me sembra che molta gente dalla morte di Mennea cerca di sfruttare la situazione per farsi pubblicità..la cosa triste che pochi conoscono la storia di questo grande atleta (pochi la hanno veramente raccontata) a partire dagli esordi dall' appoggio formativo e prezioso dell' AVIS alle eccezionali doti atletiche, che gli permisero allenamenti durissimi senza incappare nell'overtraining per raggiungere grandi risultati al Mennea uomo..si sono raccontate molte cose di cui molte non veritiere almeno non interamente. Rispondi a t. lattanzio

  • Lavermicocca Bianca ha scritto il 12 settembre 2018 alle 09:52 :

    Detto questo, alcuni vecchi scritti di Vinella sulla storia di Barletta e articoli sulla Gazzetta del Mezzogiorno sono stati molto utili per alcune mie ricerche sulle origini della città, al punto che si direbbe non sia la stessa persona: infatti erano molto precisi e dettagliati e dimostravano grande conoscenza e competenza. Ma è un vero peccato che un giornalista così si riduca a questo… Che dirvi: sono sicuro sia in buona fede. Nessuno ha colpa per quello che è. Rispondi a Lavermicocca Bianca

  • Lavermicocca Bianca ha scritto il 12 settembre 2018 alle 09:50 :

    Ma cosa dite! Le notizie di vinella rispecchiano i requisiti della continenza : Barletta si trova in italia, la quale fa parte dell’Europa, quindi Vinella è giornalista in Continente (o incontinente). Inoltre, appena si concluderà l’iter, visto che va mettendo targhe ovunque, vorrà denominare Mennea qualcos’altro: i nostri figli, le nostri mogli, le cose che compongono l’ambiente circostante! Vivremo in un mondo dove tutto si chiamerà Mennea. Immaginate “cara Mennea, esco, vado dal Mennea a far riparare il Mennea… fai studiare tu il piccolo Mennea?”. Oppure “Ragazzi stasera tutti da mennea a mangiare una bella mennea”. Fermateli! Rispondi a Lavermicocca Bianca

  • Giuseppina Mazzarelli ha scritto il 12 settembre 2018 alle 05:11 :

    (continua) La mamma di Pietro, udito un simile fracasso infernale, iniziò ad urlare appena prese atto di quello che era successo “Madò c’avit cumbnat!!!!”, “Non lo fate più, mi avete rotto tutti i bicchieri!”. Rino era sepolto sotto le macerie di libri e piatti e bicchieri rotti. La madre prese l’ultimo bicchiere rimasto integro e lo spaccò in testa a Pietro. Da lì nacque la vera storia del bicchiere. Rispondi a Giuseppina Mazzarelli

  • Giuseppina Mazzarelli ha scritto il 12 settembre 2018 alle 05:10 :

    Un’altra volta i fratelli Mennea con il loro amico (era talmente influente che già da piccolo era soprannominato “Il consigliere”, perchè per giocare si metteva in giacca e cravatta),si stavano arrampicando sui mobili di Casa Mennea. Lo avevano visto fare in un cartone animato e volevano cimentarsi pure loro. Rino salì sulla prima mensola, poi sulla seconda posando il piede su un libro di cucina della Sora Lella, poi arrivò alle enciclopedie. Mise una mano su una potendo contare su un fido sostegno… ma erano libri finti, di quelli decorativi... se ne ando' all'indietro, quando si aggrappò alla credenza lì vicino, l’esito fu tragico. Libreria e credenza gli precipitarono addosso, con un rumore assordante di stoviglie e piatti, simile a quello che si sente nelle cucine dei ristoranti. Rispondi a Giuseppina Mazzarelli

  • Giuseppina Mazzarelli ha scritto il 12 settembre 2018 alle 04:57 :

    (continua...) La caduta gli provoco’ una scorticatura a semicerchio sulla testa, dalla nuca alla fronte. Si rianimò dopo 3 giorni all’ospedale. Rino fu quello che prese più punti di tutti, vincendo il gioco per distacco. Rispondi a Giuseppina Mazzarelli

  • Giuseppina Mazzarelli ha scritto il 12 settembre 2018 alle 04:56 :

    Ciao a tutti. Ah sì, il consanguineo! Forse lo ricordo! Non sono sicura sia lui però. Era un sabato mattina del marzo 1968 ed ero di servizio dai Mennea… c’erano i fratelli, Pietro e poi questo bimbo, mi pare si chiamasse Ruggero, ma i ragazzi lo chiamavano Rino… “Rino vin do!”, “Rino ca tanna acceit!”, “Rino vafengoul!” insomma tutti gli improperi che si dicono tra loro i ragazzi quando sono piccoli. Erano tremendi, facevano chiasso assieme a tutti i piccoli fratelli Mennea. Era vispo. Una volta passai la cera a terra e i bimbi tornando entrarono correndo… facevano un gioco a punti. Il piccolo Rino però entrando di corsa non si rese conto e prese una sdrupata micidiale. Si alzò a volo d'angelo e cadde di schiena sul pavimento, sbattendo la testa sulla punta di un antichissimo mobile. Rispondi a Giuseppina Mazzarelli

  • Savino ha scritto il 11 settembre 2018 alle 18:23 :

    @Samuele: sì, ho appreso comunque da altre fonti giornalistiche, che qualcuno si vuole vendere tutto per fare spazio. Rispondi a Savino

  • Samuele ha scritto il 11 settembre 2018 alle 18:18 :

    Aggiungo una cosa: è allucinante apprendere che le targhe conquistate dal campione con tanta fatica (soffri ma sogni), vengano messe in palio e regalate ad altri atleti. A questo punto aspettiamoci nei prossimi Mennea Day che vengano messe in palio coppe e medaglie, al solo fine di fare spazio. Rispondi a Samuele

  • Samuele ha scritto il 11 settembre 2018 alle 15:08 :

    Dopo "fratello", "cugino", poi "pro-cugino", poi "parente", ora consanguineo. Domani conoscente, dopodomani simpatizzante, tra qualche anno bebè (arriveremo al punto che il signore in questione si travestirà da infante nel girello spinto dalla Sig.ra Olivieri per spacciarsi per lontano figlio di Pietro), poi papà e poi un giorno i libri di storia diranno che in realtà è la stessa persona. Signor Vinella, ci vuole spiegare che rapporto di parentela intercorre tra il "Signor" Ruggero Mennea e il campione al punto da definirli "consanguinei"? Spieghi alla città di Barletta, giornalista a tempo pieno e fa del dovere di cronaca il suo mestiere. Attendo una sua risposta, quindi credo attenderò per l'eternità. Saluti. Rispondi a Samuele

  • Nardo Binetti ha scritto il 11 settembre 2018 alle 08:11 :

    il MIDA (Movimento Indipendente per l'Autonomia e la Democrazia) plaude e si associa alla nobile iniziativa! Nardo Binetti Rispondi a Nardo Binetti