Rubrica a cura del dott. Renato Russo

9 giugno 1309: Carlo II d’Angiò autorizza i Domenicani a prelevare la statua di Eraclio per fonderla

Ma quando i domenicani tornarono a Barletta, il re era morto e i barlettani si opposero alla consegna

Cultura
Barletta mercoledì 09 giugno 2021
di La Redazione
Eraclio, il colosso di Barletta in un disegno di Daniele Diella
Eraclio, il colosso di Barletta in un disegno di Daniele Diella © Rotas

9 giugno 1309: Carlo II d’Angiò (1285-1309) autorizza i Domenicani di Manfredonia a prelevare dal molo la statua di Eraclio per fonderla

Nel 1309 i frati Domenicani di Manfredonia si rivolsero a Carlo II per ottenere un prestito per l’acquisto delle campane della nuova chiesa in costruzione presso Siponto. Il sovrano, a corto di denaro, sentendosi ormai prossimo alla fine non se la sentì di opporre un rifiuto ai postulanti. Così autorizzò i conventuali a fondere il bronzo di una grande statua abbandonata da tempo su una banchina del molo, accanto alla Dogana, che i marinai di Santa Maria avevano confidenzialmente ribattezzato Arè, diminutivo barlettanizzato di Eraclio.

Ma quando i domenicani tornarono a Barletta, il re era morto e i barlettani si opposero alla consegna, né il figlio Roberto darà corso all’impegno del padre. (R. RUSSO, Barletta la Storia, Editrice Rotas - Barletta 2004)

 

Didascalie:

Copertina Eraclio fra storia e leggenda

Eraclio, il colosso di Barletta in un disegno di Daniele Diella

 

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