Rubrica a cura del dott. Renato Russo

9 aprile 1976: Una scoperta sensazionale. Dagli scavi al Castello affiora la possente muraglia

Affiorata dagli scavi la possente muraglia del palazzo angioino, a metà dell’atrio castellare

Cultura
Barletta venerdì 09 aprile 2021
di La Redazione
Marcello Grisotti
Marcello Grisotti © Rotas

9 aprile 1976: Una scoperta sensazionale. Durante i lavori di restauro al Castello, affiorata dagli scavi la possente muraglia del palazzo angioino, a metà dell’atrio castellare

Durante i lavori di restauro al castello, affidati all’arch. Marcello Grisotti, in aprile affiorarono, dagli scavi nella parte centrale del cortile, le tracce di un maniero angioino. Una scoperta sensazionale perché delineava con precisione la configurazione castellare voluta da Carlo I d’Angiò, quale risultava da una intensa corrispondenza col suo iusticiario Terre Bari tra il 20 aprile 1269 e il 6 maggio 1282, 64 lettere in 13 anni.

Una vera e propria sorpresa pasquale per il prof. Grisotti che dirigeva i lavori di restauro al castello svevo di Barletta, quando scavando per circa mezzo metro sotto il piano di calpestio del cortile per la sede del canale dell’acqua, emersero tracce di mura. I lavori per la canalizzazione dell’acqua furono sospesi, mentre cominciarono quelli per enucleare il reperto e vedere di cosa si trattava. Ebbene, i lavori di scavo hanno riportato alla luce le mura del primo nucleo del castello angioino, edificato al centro dell’attuale atrio castellare e poi scomparso perché demolito dagli Spagnoli per l’allargamento della struttura castellare a quattro bastioni.  

 

Didascalie:

Marcello Grisotti

Atrio del Castello. Per avere un’idea del palatium angioino, oggi del tutto scomparso, sull’atrio castellare, basta osservare le due file di basole parallele che lo delimitano al centro perpendicolarmente alle arcate frontali. Il palatium era quindi rettangolare e delimitava il castello dal lato di settentrione (lato mare). Il suo muro esterno si può intravedere nitidamente se solo si guarda attraverso la grata di ferro che nella fotografia è perpendicolare alla struttura palazziata angioina (fotorudy)

 

 

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