Cambio di categoria

Scarti di macellerie e pescherie rifiuti speciali? No, rifiuti urbani a Barletta dal 2020

Il cambio di denominazione del rifiuto esonererà le categorie dal pagare una ditta privata per lo smaltimento dei rifiuti prodotti, riducendo l'onere contributivo al solo pagamento della tassa comunale sui rifiuti urbani

Cronaca
Barletta venerdì 11 gennaio 2019
di Cosimo Giuseppe Pastore
Incontro sui rifiuti speciali di pescherie
Incontro sui rifiuti speciali di pescherie © BarlettaLive.it

Da rifiuti speciali a rifiuti urbani. Un dubbio che persiste da anni e che è alla base dell’istanza che gli esercenti di macellerie e pescherie di Barletta hanno avanzato lo scorso mese all’amministrazione comunale, affinché potesse rivedere e cambiare la categorizzazione dei rifiuti, derivati dalla lavorazione delle attività in questione, da speciali ad assimilabili ai rifiuti urbani. Tempo stimato, un anno.

A rendersi portavoce dell’esigenza dei commercianti, la DC barlettana che, con il coordinatore cittadino Rocco Tarantino e quello provinciale, Carlo Leone, nel pomeriggio di ieri ha incontrato il sindaco Cosimo Cannito, alla presenza della Giunta e di Francesco Filannino di Assoimprese, associazione vicina alle categorie coinvolte. «Si è finalmente trovata una soluzione definitiva – ha commentato Rocco Tarantino – dopo anni di dubbi e incertezze».

Il cambio di denominazione avverrà solo nel 2020. Lo ha chiarito il primo cittadino, definendolo un notevole passo avanti: «Il solo fatto che non dobbiate fare contratti con ditte private – ha riferito Cannito ai commercianti – è già una cosa molto importante». Il cambio di denominazione del rifiuto, infatti, esonererà le categorie dal pagare una ditta privata per lo smaltimento dei rifiuti prodotti, riducendo l'onere contributivo al solo pagamento della tassa comunale sui rifiuti urbani. «Le attività commerciali pagavano lo smaltimento con un contratto a parte – ha ribadito il coordinatore cittadino di DC – Se tutto dovesse andare per il verso giusto, possiamo quantificare lo sgravio, che le attività possono avere, in circa 600 euro annuali che, in tempi come questi, fanno la differenza». Per l’anno 2019 le attività, invece, dovranno continuare a pagare un centro smaltimenti esterno: «È necessario – chiarisce Tarantino – il tempo che ha richiesto sia l’Amministrazione che l’ufficio tributi sia per fare la revisione, ma anche perché bisogna rispettare le quote di bilancio previste per il 2019».


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