Il complesso versa in stato di grande abbandono e degrado

Monte di Pietà in comodato all'Arcidiocesi: verrà restaurato e aperto al pubblico

Il protocollo prevede la cessione in comodato gratuito del complesso monumentale ecclesiale del Monte di Pietà di Barletta con annessa ala laterale destinata ad accogliere le opere di solidarietà ed accoglienza della Caritas

Cronaca
Barletta venerdì 07 dicembre 2018
di La Redazione
Real Monte di Pietà
Real Monte di Pietà © nc

Nel pomeriggio del 6 dicembre 2018, a Trani, nella Curia Arcivescovile, è stato siglato un importante atto d'intesa modale tra l'Arciconfraternita del regio Monte di Pietà, in persona del rappresentante legale pro tempore Avvocato Savasta, e l'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, in persona dell’Arcivescovo Mons. Leonardo D'Ascenzo.

Il protocollo prevede la cessione in comodato gratuito del complesso monumentale ecclesiale del Monte di Pietà di Barletta con annessa ala laterale destinata ad accogliere in un unicum le opere di solidarietà ed accoglienza della Caritas diocesana della zona pastorale di Barletta, quale segno ulteriore di attenzione della diocesi alle opere di carità e al recupero del patrimonio ecclesiale e culturale.

Attualmente l'intero complesso, speculare all’ala occupata dal Palazzo di governo (Prefettura), versa in stato di grande abbandono e degrado, inestimabile il patrimonio ivi custodito: dipinti, oggetti religiosi e sacri che inventariati sono stati consegnati alla cura ed in custodia della diocesi e dell'ente ecclesiastico individuato quale unico responsabile gestore e custode di tutto il complesso monumentale.

L’ente ecclesiastico che riceverà in comodato l'intero complesso per la durata di 75 anni, dopo il restauro e completo recupero, curerà l'apertura della Chiesa e l'esposizione al pubblico del patrimonio storico, artistico, culturale in essa conservato.

Alla firma erano altresì presenti l'arciprete della Cattedrale nonché economo diocesano mons. Angelo Dipasquale, per la Caritas il dott. Lorenzo Chieppa, l'avv. Francesco Spinazzola, il vicario episcopale mons. Filippo Salvo, alcuni esponenti dell’Arciconfraternita.

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