Emergenza Coronavirus

I centri socioeducativi "Ohana" e "Malala" pronti a ripartire in massima sicurezza

​In casa i bambini non sono tutti uguali

Attualità
Barletta giovedì 21 maggio 2020
di La Redazione
Bambini
Bambini © nc

Lockdown, covid19 e minori: cosa è cambiato in questi due mesi. Sicuramente la cosa positiva è stato il ricompattamento della famiglia. Ma ora con l'inizio della fase due e la ripresa graduale delle attività lavorative, la nostra quotidianità è stata stravolta e a farne le spese sono state tutte le famiglie, specialmente le più svantaggiate. La chiusura prolungata delle scuole e delle attività educative pomeridiane, dedicate ai bambini e ai ragazzi, ha reso la famiglia l’unica agenzia deputata a rispondere ai bisogni pedagogici dei minori, aggravando così le disuguaglianze tra chi dispone di risorse culturali e materiali che consentano di compensare la mancanza di scuola e di servizi educativi integrativi e chi ne è privo.

La cooperativa Chàrisma, presente a Barletta con due sedi, da sempre attenta ai bisogni delle famiglie più fragili e impegnata sul territorio con l’attività dei centri socio-educativi per minori “Ohana” e “Malala”, ha dovuto adeguarsi alla temporanea sospensione delle attività di sostegno scolastico e ludico-ricreative. Cogliendo la difficoltà di molti nuclei familiari ha però pianificato, con non poche difficoltà, una programmazione, alternativa a quella in presenza, al fine di garantire la continuità del servizio e delle relazioni con i minori.

La sospensione delle lezioni, combinata con la chiusura di tutte le attività educative pomeridiane dedicate ai bambini e ragazzi più fragili, rischia di creare infatti un’emergenza parallela a quella sanitaria, anche se invisibile.

L’avvio della didattica a distanza e il conseguente utilizzo di piattaforme scolastiche online ha colto molte famiglie, già in condizioni di marginalità, impreparate su diversi fronti. In alcuni casi è emersa la difficoltà di utilizzo di tali canali, in altri l’assenza degli strumenti necessari (pc o tablet).

La costante attività esplicativa e di affiancamento degli educatori a questi nuclei ha permesso a tutti i minori di restare “agganciati” alle attività scolastiche, evitando il rischio di dispersione e di ulteriore isolamento sociale. Quotidianamente, inoltre, gli educatori dei Centri stanno garantendo la spiegazione delle consegne e la correzione dei compiti, supportando i genitori non sempre preparati e in grado di fornire il giusto apporto ai figli.

Ma l’impegno degli operatori non si è limitato all’ambito scolastico. Come accadeva nella quotidiana programmazione dei Centri, si è ritenuto indispensabile fornire a tutti i minori, dai più piccoli ai più grandi, attività ludico-ricreative per impegnare il loro tempo libero, momenti di confronto e discussioni guidate su tematiche di loro interesse, esperienze pratiche e coinvolgenti da condividere in famiglia.

Una parte dei minori di cui i centri si occupano sono, tra l’altro, bambini con diagnosi di disturbo di apprendimento, da attenzione o iperattività, dello spettro autistico o con forme lievi di ritardo cognitivo. Sono bambini che necessitano di un supporto professionale specialistico e di metodologie di facilitazione già in condizioni ordinarie, ma in questo periodo di forti restrizioni e stravolgimento delle routine richiedono ancora più attenzioni che le nostre équipe di operatori stanno garantendo con costanza preservando la variabile relazionale, indispensabile nelle professioni d’aiuto.

Le équipe dei centri hanno continuato, inoltre, il delicato lavoro di raccordo tra le varie agenzie educative, rinforzando i rapporti di collaborazione con gli istituti scolastici e segnalando le difficoltà di alcuni nuclei ai Servizi sociali territoriali. Si consideri che, in questo periodo, le famiglie fruitrici di assistenza domiciliare hanno subito la sospensione anche di tale servizio, restando isolate e prive del sostegno di cui necessitano quotidianamente. Obiettivo prioritario del nostro intervento, resta, infatti, quello di creare una rete di supporto alle situazioni di maggiore fragilità che, in questo delicato periodo, rischiano di esplodere in tutta la loro complessità.

Il momento difficile che tutti stiamo affrontando può trovare nella solidarietà reciproca il modo più opportuno di essere affrontato e superato. Di questo sono fermamente convinti tutti gli operatori che, quotidianamente, senza alcuna garanzia di riconoscimento, ma con grande soddisfazioni da parte dei genitori dei minori stanno continuando a mettere in campo la loro professionalità e il loro impegno. Le quotidiane attestazioni di fiducia e di gratitudine delle famiglie e dei minori, infatti, ripagano e spingono i centri socio-educativi a restare ancora più uniti, anche se distanti.

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