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Jova Beach Party e impatto ambientale: la verità di Legambiente

La Redazione
Legambiente Barletta ha monitorato costantemente i lavori per l'allestimento dell'evento
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“Sapete qual è uno degli ecosistemi più incredibili e dinamici che esistono in natura? L’ecosistema costiero, soprattutto se parliamo di costa sabbiosa. L’ambiente costiero delle sabbie (spiagge e dune) costituisce un caso esemplare di “ambiente estremo” il cui substrato è fisicamente molto instabile e mobile”. Una premessa per introdurre una serie di riflessioni di legambiente sull’impatto ambientale dell’evento musicale dell’anno per la città di Barletta, il Jova Beach Party.

“Tutto questo, ad esempio, comporta la formazione di piante “psammofile”, ovvero le piante delle sabbie, che per sopravvivere impiegano particolari adattamenti morfologici e fisiologici. Tra queste ricordiamo le più comuni: Agropyron junceum, Calystegia soldanella, Eringium maritimum, Euphorbia peplis, Cyperus kalli, Scolymus hispanicus, Eryngium maritimum, Medicago marina, Ammophila arenaria, Gineprus comunis. Cos’hanno in comune tutte queste comunità vegetali? Il bisogno di essere tutelate. Non è un caso, infatti, che già nel 1982 il Parlamento Europeo abbia definito le zone costiere “aree sensibili” da proteggere. Per non parlare di tutte le specie animali che scelgono questi luoghi come loro habitat naturale!! Oggi, in cui più che mai tutto è fonte di business, è certamente importante accrescere il benessere delle comunità costiere, mantenendone però l’integrità ecologica e la diversità biologica.
In quest’ottica di tutela e salvaguardia ambientale l’associazione Legambiente Barletta ha monitorato costantemente i lavori per l’allestimento dell’evento che ha segnato l’estate barlettana 2019: il Jova Beach Party, ovviamente. Nel preciso momento in cui abbiamo saputo che Barletta era stata scelta per ospitare questo grande evento la nostra priorità è stata subito la tutela del territorio. Scontrarci con il Comune non avrebbe avuto senso, dal momento che l’accordo era ormai siglato, ma abbiamo lavorato duramente per ottenere il miglior risultato possibile. E oggi, nonostante tanti falsi allarmi o notizie poco veritiere, possiamo dire di esserci riusciti. Nonostante di questo non ne parli nessuno. Ma si sa, fa notizia il problema e quasi mai la soluzione o la buona riuscita di un obiettivo prefissato.
Fin dall’inizio, avvalendoci del costante aiuto dell’Avv. Massimiliano Vaccariello (referente E.N.P.A e Movimento Animalista BAT) ci siamo interfacciati con l’amministrazione comunale chiedendo e ottenendo maggiori attenzioni e cautela durante la fase di spianamento della sabbia della Litoranea di Ponente Pietro Mennea (esattamente nella parte antistante le tamerici). Questo per evitare danni irreparabili alle radici poiché per le stesse era stata prevista una “quadratura” che permettesse agli oltre 120 WC chimici di essere posizionati proprio a ridosso delle siepi.
Oggi, nonostante siano passati due mesi, possiamo affermare di aver ottenuto una grande vittoria (visibile a tutti): evitare qualunque taglio o sradicamento per una manifestazione che è durata appena un giorno a fronte di un danno che – forse – si sarebbe ripristinato dopo anni. La nostra più grande soddisfazione è passeggiare sulla litoranea e vedere che tutto è rimasto così com’era (nel bene e nel male ovviamente).
Un altro risultato mirato alla tutela del territorio barlettano è stata la richiesta (accolta) di slittamento dell’inizio della pulizia meccanizzata sulle spiagge. Quest’azione, benché mirata alla pulizia dell’arenile, era da considerarsi totalmente invasiva poiché avrebbe coinciso con il periodo di riproduzione del fratino (charadrius alexandrinus) distruggendone tutte le uova – e di conseguenza minandone la scomparsa. A proposito, nonostante quello che si legga o si senta dire in giro, il fratino a Barletta è vivo e vegeto! Possiamo affermarlo perché sempre in occasione del Jova Beach Party abbiamo ufficialmente richiesto e ottenuto una zona protetta e invalicabile che abbiamo provveduto a recintare, pattugliare e pulire quotidianamente (e manualmente) grazie all’aiuto dei tanti volontari. Per l’esattezza il giorno 07/06/2019 abbiamo avuto la concessione dirigenziale dall’Ufficio del Demanio e Patrimonio che ci ha autorizzato a recintare una zona pari a 7500 metri quadrati di arenile. Possiamo orgogliosamente dire che, a protezione del fratino in Italia, questa è una richiesta di concessione unica.
Queste nostre azioni a tutela della fauna del territorio costiero barlettano hanno portato ottimi risultati:
– Anno 2018: censite 2 coppie di fratino.

– Anno 2019: censite 12 coppie di fratino + 1 coppia di corriere minore.
«Mi dispiace molto leggere titoli allusivi o affermazioni prive di fondamento quando di tutte le tappe del tour di Jovanotti, quella di Barletta è forse l’unica di cui si è polemizzato pochissimo (a livello di impatto ambientale) proprio grazie al nostro lavoro di prevenzione e tutela. Ma dispiace ancor di più che tutto il lavoro (dei soci e dei volontari) volto unicamente alla salvaguardia del territorio, sia stato dimenticato dall’amministrazione e dai mezzi di comunicazione. Il nostro impegno è stato trasparente, costante e silenzioso. Ma incisivo. Proprio grazie alla dedizione di tantissime persone che in cambio della fatica e del tempo messo a disposizione hanno ottenuto “solo” che il territorio, la flora e la fauna della nostra costa sabbiosa rimanessero inalterate. È con questo atteggiamento che abbiamo portato a casa delle grandi vittorie dialogando con l’amministrazione comunale e avvalendoci del sostegno e della collaborazione dell’Avv. Vaccariello, della Barsa, della Capitaneria di Porto e del settore manutenzione del verde pubblico», ha dichiarato Raffaele Corvasce, Presidente dell’Associazione Legambiente Barletta.

sabato 14 Settembre 2019

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Gg
Gg
4 anni fa

Machisene