Dati allarmanti

Giocatori patologici sempre più giovani: è allarme sociale

Lo sportello “vinco IO” non va in vacanza. Continua l’attività di supporto necessario per contrastare, prevenire e fronteggiare la dipendenza patologica

Attualità
Barletta lunedì 12 agosto 2019
di La Redazione
gioco patologico
gioco patologico © n.c.

Sono dati allarmanti quelli diffusi dallo sportello di contrasto al gioco d’azzardo “Vinco IO” che, negli ultimi mesi ha visto crescere la richiesta di aiuto da parte di giocatori patologici giovanissimi, di età compresa tra i 17 ed i 25 anni.

In quasi due anni di attività, gli utenti dello sportello con l'ossessione per le scommesse on line, i gratta e vinci, le slot sono circa un centinaio. Numeri che destano preoccupazione e che lanciano un allarme sociale.

«Il gioco d’azzardo è solo la punta di un iceberg che nasconde tanto altro – commenta l’assistente sociale dello sportello, la dott.ssa Daniela Fortunato – Dietro al gioco patologico spesso si nasconde disagio lavorativo, affettivo, culturale, oltre ad un evidente disagio psichico».

Va ricordato che il disturbo da gioco d’azzardo patologico è annoverato nel manuale diagnostico dei disturbi psichiatrici (DSM-V), e rientra nella sfera dei disturbi di dipendenza senza sostanza.

Non solo giovanissimi ma anche anziani che in un solo giorno si giocano l’intera pensione. Aumentano le persone insospettabili con un tenore di vita nella media che cadono nella rete della dipendenza da gioco. Se il giovane ha meno soldi e sfrutta il gioco on line attraverso il computer e lo smartphone, le donne e gli adulti sono più propensi al gioco ad estrazione o ai gratta e vinci, piuttosto che alle slot. Affollano così ricevitorie e sale slot che continuano a proliferarsi incuranti della normativa che prevede una distanza minima di 250 metri dai luoghi sensibili: istituti scolastici primari e secondari, università, biblioteche pubbliche, strutture sanitarie e ospedaliere e luoghi di culto.

«Da un punto di vista psicologico gli utenti che hanno deciso di iniziare un percorso terapeutico sono perlopiù contrassegnati da una sintomatologia ansiosa, ossessiva, depressiva – commenta la psicologa dello sportello Vinco IO, la dott.ssa Liliana D’Avanzo – La chiave di volta per affrontare tale percorso è la motivazione per il proseguo di una terapia che è inevitabilmente lunga e faticosa e che deve essere supportata dal contesto familiare e dal lavoro di rete tra i servizi territoriali».

Lo sportello "Vinco io", anche durante il periodo estivo continua il suo “gioco” finalizzato a supportare e contrastare le dipendenze patologiche. Ricordiamo che la sede di via Pellegrino Rossi, 41, ad Andria, riceve su appuntamento chiamando al numero 333.6466548

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I commenti degli utenti
  • vincenzo MENNEA ha scritto il 21 agosto 2019 alle 09:18 :

    Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, anche i disturbi della personalità, che non sempre sono inquadrabili come malattie mentali, possono rientrare nel concetto di infermità, purchè siano di conssistenza, intensità e gravità, tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, e a condizioni che sussista un nesso eziologico con la condotta posta in essere, quindi non sempre possiamo affermare che si tratti di malattia mentale, piuttosto posiamo parlare di disturbo borderline di personalità. Rispondi a vincenzo MENNEA

  • SAVINO ha scritto il 14 agosto 2019 alle 12:34 :

    IL gioco d’azzardo è fonte di guadagno per le casse dello Stato, grazie alle tasse applicate su tale attività, è cosa ormai risaputa. L’Italia, è tra i membri dell’Unione europea, il Paese che, a livello fiscale, incassa di più dal gioco d’azzardo, un primato del quale sinceramente si sarebbe fatto volentieri a meno. FATE UNA LEGGE CHE VIETA IL GIOCO D'AZZARDO E NON ROMPETE PIU' I C......NI........ Rispondi a SAVINO

    Gino-cu ha scritto il 16 agosto 2019 alle 07:35 :

    llora non hai capito, la parola stessa lo dice giocatori patologici = MALATI - si vuole far fare i soldi a qualche pisicologo frecato che dovrebbe curare questi malati. Rispondi a Gino-cu