Dal 7 al 17 febbraio

Giorno del Ricordo, a Barletta una mostra fotografica su esuli e vittime delle foibe

La storia de nostri connazionali che si ritrovarono stranieri in Patria

Attualità
Barletta domenica 10 febbraio 2019
di La Redazione
Giorno del Ricordo, una mostra
Giorno del Ricordo, una mostra © nc

Si è tenuto giovedì 7 febbraio, presso il salone delle conferenze del Palazzo Della Marra a Barletta, l’incontro con lo scrittore, giornalista e filosofo Marcello Veneziani, in occasione del Giorno del Ricordo.

Il dibattito è stato promosso da Stella Mele, Presidente della Commissione Cultura del Comune di Barletta.

“Ho voluto fortemente questa iniziativa perché da italiana sento di dover assolvere ad un dovere che ogni cittadino italiano dovrebbe sentire come proprio e cioè quello di mantenere viva la memoria degli oltre 11.000 nostri connazionali infoibati dai partigiani slavi e dei 350.000 esuli dalle terre dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia” - dichiara il consigliere comunale Stella Mele - “ l’ho voluta fortemente perché ritengo che i martiri delle Foibe siano stati uccisi due volte, una volta dai comunisti di Tito e un’altra volta dalla storia che li ha dimenticati. Quella delle Foibe fu un vero e proprio massacro di massa, consumatosi nell’immediato 2º dopoguerra e che mirava all’eliminazione della popolazione italiana contraria al comunismo del maresciallo Tito che occupò quelle terre. Ad essere torturati, violentati, seviziati e uccisi furono civili e soldati. Donne, uomini e bambini che opponendosi al regime comunista, dopo aver subito atrocità di ogni genere, venivano legati ad un filo di ferro e gettati nelle cavità naturali del Carso (sull’altopiano alle spalle della Città di Trieste e dell’Istria), profonde decine di metri. La parola “foiba”, infatti, è un latinismo, significa “fossa, buca”. La Loro è la storia di nostri connazionali che si ritrovarono stranieri in Patria e che laddove non infoibati, lasciarono per sempre la loro casa per continuare ad essere italiani. Due volte italiani, quindi. Una volta per nascita e una volta per scelta.

Per questo, in qualità di Presidente della Commissione Cultura del Comune di Barletta, unitamente alla collaborazione di Michele Grimaldi, Responsabile della locale sezione dell’Archivio di Stato, del dott. Giuseppe Dicuonzo, profugo di prima generazione (nato a Pola da madre autoctona istriana) e Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Culturale “Famiglia Dignanese”, del Fiof, del Rotary Club e dell’Unimri, che hanno curato ed allestito la mostra documentale fotografica dal titolo “Le Radici, il Ricordo...il Futuro” (che resterà aperta dal 7 al 17 febbraio 2019 dalle ore 10,00 alle ore 20,00 di ogni giorno escluso il lunedì), ho inteso ricordare il sacrificio di questi italiani che non sempre, o quasi mai, hanno trovato posto nei libri di storia, di scuola o nei programmi scolastici. Ho ritenuto doveroso ricordare questa orribile pagina di storia italiana perché per oltre cinquan’anni ne è stato negato il ricordo. Solo nei primi anni del 2000, infatti, dopo anni di oblio, la pagina delle foibe e dell’esodo istriano, giuliano-dalmata tornó alla ribalta, quando con la Legge n.92 del 30 Marzo 2004 veniva istituito il 10 Febbraio come “GIORNO DEL RICORDO”.

L’iniziativa, che ha visto la preziosa partecipazione di Marcello Veneziani, i saluti del Sindaco Mino Cannito, del Sen. Dario Damiani, di Don Filippo Salvo e del Vice Prefetto dott. Gaetano Tufariello, non mira a dividere, ma a diffondere la conoscenza di quei tragici eventi sui quali ancora oggi vi sono ingiustificabili ombre di negazionismo. Con la viva speranza di poter addivenire ad una riappacificazione nazionale su temi che ancora dividono”.

Intervenendo, il sen. Dario Damiani (Forza Italia) ha dichiarato: "Trecentomila uomini, donne e bambini, la cui unica colpa era essere italiani, costretti ad abbandonare la propria terra per sfuggire all'eccidio dei partigiani slavi di Tito, che ne massacrarono 11 mila nelle foibe. La pagina dell'esodo istriano e giuliano-dalmata è storia recente drammatica e agghiacciante, eppure è stata rimossa e ignorata per decenni anche dai testi scolastici per un'assurda e colpevole distinzione fra le vittime, fino al giusto riconoscimento di una giornata dedicata nel 2004. Una preziosa conquista per chi, e ne sono testimone diretto poiché la mia famiglia paterna è istriana di Pola, ha dovuto soffocare la verità e il dolore per quelle vicende che non si potevano raccontare perché negate e cancellate dalla memoria collettiva. Ho partecipato nei giorni scorsi alle iniziative istituzionali promosse per questa giornata dal Parlamento e mi congratulo anche con l'amministrazione della mia città, Barletta, dove trovarono generosa accoglienza decine di esuli provenienti dal confine orientale, che commemora fino a domenica 17 febbraio con una mostra fotografica a Palazzo Della Marra queste vittime dell'odio della guerra e delle ideologie. Invito i miei concittadini a visitare la mostra, utile a ricomporre per tutti noi e soprattutto per le giovani generazioni un mosaico più completo e veritiero di un periodo tanto buio della storia italiana".

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