In collaborazione con l'ISPA

Posidonia, tra problema e risorsa: un incontro con gli studenti al liceo Cafiero

Nell'ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro proposti dalla scuola

Attualità
Barletta sabato 10 febbraio 2018
di Studenti 4L liceo Cafiero
Incontro sulla posidonia
Incontro sulla posidonia © Liceo Cafiero 4L

Definire un sistema integrato di gestione dei residui di Posidonia oceanica, ridurre i costi legati al suo smaltimento, valorizzare il materiale come matrice compostabile, promuovere azioni di tutela della posidonia in mare, sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo il ruolo delle biomasse spiaggiate. Sono questi gli obiettivi per i quali è nato il progetto Life+P.R.I.M.E. (Posidonia Residues Integrated Management for Eco-sustainability), finanziato dall’Unione Europea, illustrato nel corso di un incontro con gli studenti presso l’auditorium del liceo scientifico “Cafiero” di Barletta, svoltosi nel pomeriggio del 7 febbraio scorso nell’ambito dei numerosi percorsi di alternanza scuola-lavoro proposti.

A relazionare sull’interessante tema, il dottor Angelo Parente, ricercatore dell’Istituto delle Scienze delle Produzioni Alimentari (ISPA-CNR) con sede a Mola di Bari, che ha introdotto il discorso sulla posidonia oceanica attraverso esempi concreti nella nostra regione Puglia, dove rilevanti sono il posidonieto Barletta-San Vito e la prateria Torre Guaceto, ampie distese di posidonia. La Posidonia Oceanica è un tipo di pianta acquatica che vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo e che si estende per 900km di costa; in Puglia copre il tratto costiero che parte da Barletta e termina in Salento. La Posidonia Oceanica cresce alla profondità di 30-40 metri e, compiendo la fotosintesi clorofilliana, produce in media un litro e mezzo di ossigeno al giorno, avendo una peculiare capacità fotosintetizzante superiore anche a quella della foresta amazzonica. Inoltre, costituisce un habitat sicuro per le varie specie animali che abitano il fondale, per cui è inclusa nella lista degli habitat prioritari protetti dalla Direttiva Habitat Europea. La presenza di tale pianta è considerato infatti un buon indicatore della qualità delle acque marine costiere. Entrando nello specifico del tema, lo studioso ha evidenziato le caratteristiche principali della pianta e i luoghi idonei alla sua vita, dimostrando come essa possa avere effetti positivi sull’ambiente quali la produzione di ossigeno nelle acque marine, il contrasto all’erosione sia marina che costiera, sia una fonte essenziale di carbonio e possa essere elaborata e utilizzata in campo industriale come isolante sia acustico che termico.

Tuttavia, non mancano gli aspetti negativi legati alla sua presenza: la produzione eccessiva di residui rende difficile la balneazione e rappresenta comunque un costo importante per il loro smaltimento dalle spiagge. Rimuovere le alghe può costare fino a 200.000€; le scorie poi devono essere smaltite nelle discariche comunali. Questo materiale, se lasciato all’aperto in eccessive quantità, può creare problemi in caso di incendio per autocombustione, che genera metano e diossine in presenza di sale.

Qual è, quindi, lo scopo del progetto PRIME? Definire un Sistema Integrato di Gestione dei residui spiaggiati di posidonia per analizzare e valutare il suo legame con l’ecosistema e il possibile riutilizzo in agricoltura, quindi studiare la possibilità di trasformare i residui di posidonia in fertilizzanti per concimare il terreno e in materiali utilizzabili come isolanti acustici e dei tetti nella biocostruzione. Il compost prodotto dal progetto PRIME, frutto di processi e lavorazioni unicamente naturali,ha mostrato caratteristiche nutritive superiori alla media che migliorano le risorse minerali del terreno e lo rendono adatto a svolgere la funzione di substrato nelle coltivazioni senza suolo. Al termine dell’incontro sono state distribuite ai ragazzi buste di compost ottenuto dalle biomasse di posidonia a scopo di sensibilizzazione e a dimostrazione di come la posidonia non sia affatto un rifiuto ma una risorsa da valorizzare il più possibile.Le classi che hanno partecipato all’incontro hanno trovato molto interessante scoprire quanto possa rivelarsi utile anche ciò che spesso nemmeno notiamo. A dimostrazione di come il progetto di alternanza scuola-lavoro, se ben strutturato, possa rivelarsi utile, rendendo i ragazzi più consapevoli delle problematiche di tutti i giorni e contribuendo a formare dei cittadini attivi e consapevoli.

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I commenti degli utenti
  • sabino vincitorio ha scritto il 10 febbraio 2018 alle 07:35 :

    che ragazzi preparati... in particolar modo sabino vincitorio e simone moscarelli Rispondi a sabino vincitorio