La nota del movimento civico

Supermercato ai piedi del Castello, Noi Liberamente: «Non è tardi per inversione di rotta»

"Leggiamo con amarezza l’assenza di una visione intorno al rilancio culturale e turistico di Barletta"

Attualità
Barletta venerdì 09 aprile 2021
di La Redazione
Retro zona porto, supermercato
Retro zona porto, supermercato © Consiglieri comunali

«“Il problema è avere gli occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono…”. Le energiche parole dell’eretico P.P. Pasolini ci spronano, in quanto cittadini innamorati di Barletta, a non essere miopi su quanto sta accadendo nella nostra città: la realizzazione di un supermercato in adiacenza dell’invidiato fossato del Castello federiciano». Interviene così il movimento civico NOI Liberamente sulla vicenda che in queste ore sta tenendo banco nel dibattito pubblico cittadino.

«Leggiamo con amarezza – prosegue il movimento – l’assenza di una visione intorno al rilancio culturale e turistico di Barletta. A minarla, nel caso di specie, un’assurda e scriteriata operazione di edilizia urbana che ha generato un profondo senso di indignazione nella popolazione barlettana. Il movimento Noi Liberamente, come molti cittadini, considera una grave minaccia la costruzione di una struttura commerciale così invasiva sotto le mura del castello, vanto storico, culturale e artistico di Barletta. Una violenza al territorio, avviata peraltro in maniera repentina e per certi aspetti subdola, se si considera l’abbattimento operato in orari notturni di diversi alberi nei pressi del cantiere!

Desta preoccupazione poi la previsione di una nociva influenza sugli aspetti economici della zona storica di Barletta. Una simile struttura commerciale potrebbe penalizzare le attività che già oggi resistono con molte difficoltà nel nostro centro storico, recuperato dall’incuria e dal degrado con azioni coraggiose da parte dell’amministrazione Salerno, non dimentichiamolo!

Un centro storico si conserva e si tutela se continua ad essere abitato, servito e non rendendolo semplicemente monumento da visitare da parte di turisti curiosi per qualche ora al giorno. Bisogna mantenere i residenti e non indurli a migrare nelle zone periferiche della città, nella migliore delle ipotesi. L’insediamento commerciale potrebbe agire da virus distruttivo per tutte quelle attività che fanno del nostro centro storico un’anima produttiva della nostra città.

Senza arrogarci la pretesa di entrare nello specifico tecnico del problema, il gruppo civico NOI LIBERAmente, nato e votato alla tutela del bene e dell’interesse pubblico, pretende che si faccia chiarezza sulle autorizzazioni concesse. È un diritto della città sapere, è un dovere degli amministratori fornire spiegazioni. Non siamo qui a puntare il dito, non è nostra intenzione. E non perché si vogliano nascondere responsabilità o non si intenda dar peso a condotte che peccano di negligenza, ma perché riteniamo prioritario per l’interesse pubblico ricercare soluzioni.

I cittadini desiderano risposte concrete sulla cronologia del progetto, oltre che sulla metamorfosi procedurale dei permessi di condono rilasciati ai privati. Insomma, i cittadini auspicano l’assunzione di responsabilità, nel caso ce ne fossero, da parte di tutti gli attori coinvolti nella questione, anche come esempio di civiltà da offrire alla comunità.

Per questo, vorremmo sollecitare l’amministrazione e il sindaco Cannito, detentore della delega all’urbanistica, a tentare una strada alternativa per impedire che lo scempio diventi parte del nostro tessuto urbano. L’extrema ratio, se possibile, va perseguita. Una richiesta di perequazione fu avanzata dai privati, ma sarebbe rimasta lettera morta. Se quella strada fosse ancora praticabile, sarebbe auspicabile tornare a perseguirla.

Non solo, ma se veramente “Il problema è avere gli occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono…” allora questa è l’occasione imperdibile per l’amministrazione di agire già oggi per riqualificare e valorizzare tutto il territorio che abbraccia la zona che va dal Fossato all’intera Piazza Marina, rimuovendo quanto di indecoroso e fatiscente contrasta palesemente con il valore storico che quei luoghi esprimono. Non è troppo tardi per un’inversione di rotta!».

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I commenti degli utenti
  • Carlo Dicuonzo ha scritto il 10 aprile 2021 alle 08:56 :

    La cultura sembra non appartenerci:e questa la politica e i politici che ci meritiamo? Rispondi a Carlo Dicuonzo