Il fatto

Il caso Bid.it, Antonio Manno:«la campagna #chiediaMps per denunciare la verità»

Intervista al fondatore dell'azienda barlettana che «portò Internet al sud»

Cronaca
Barletta venerdì 13 marzo 2015
di Michele Lamonaca
Antonio Manno e la campagna #ChiediaMps
Antonio Manno e la campagna #ChiediaMps © n.c.

Grazie alla Rete aveva raggiunto successi strabilianti, creando dal nulla e nella sua città un'azienda all'avanguardia. E ora, sempre grazie alla Rete,  vuole raccontare cosa è accaduto alla sua azienda, la Bid.it, e chiamare in causa quelli che considera i responsabili del suo fallimento affinché riparino il torto subito.

«Adesso ho 51 anni», ma «non li sento per niente», spiega Antonio Manno. La sua avventura ebbe inizio quando ne aveva trenta e decise di lasciare un posto di lavoro che per molti rappresentava un punto di arrivo. «La Bid.it! nacque nel 1994 come Exe Srl, uno dei primi internet service provider del Sud Italia. Abbiamo portato Internet al Sud quando nessuno ancora sapeva cosa fosse, e ricordo ancora che mi prendevano per pazzo nell'aver lasciato la Fiat per dedicarmi ai "videogiochi" , come diceva la gente», racconta Manno. 

Anni gloriosi in cui «siamo arrivati a quasi cento dipendenti, quasi tutti pugliesi e la maggior parte era di Barletta». Poi arrivarono le banche che promisero commesse e investimenti, salvo poi fare inaspettatamente marcia indietro - come racconta lo stesso Manno nel suo video denuncia - per costituire subito dopo una società che aveva lo stesso oggetto sociale della Bid.It.

Per Manno furono momenti durissimi, e solo ultimamente la giustizia ha riconosciuto la sua innocenza. «Dopo essere stato praticamente preso in giro da una banca come la Mps e condannato per bancarotta dal tribunale di primo grado di Trani», l'anno scorso «sono stato salvato in zona cesarini dal tribunale di appello di Bari». Nello specifico da «un galantuomo di giudice come il dott. Pica, che mi ha assolto in forma definitiva, oltre ad aver trasmesso le carte di accusa nei confronti della banca Mps ai tribunali di Siena e Trani».

Ma questo non basta a dimenticare gli anni difficili che seguirono al fallimento della sua creatura. «Dopo aver tentato invano di trovare lavoro in Italia sono stato costretto ad andare all'estero, prima a Londra, invitato da due miei ex dipendenti di Barletta, oggi carissimi amici. Paolo Rizzi, che oggi vive e lavora in Messico e Francesco Vitobello, che all'epoca lavoravano in una start up di mozzarelle», racconta Manno.

«Dopo qualche mese mi ritrovai in Estonia, dove ebbi l'idea di creare Felicitalia, un innovativo negozio dedicato al made in Italy dove in un unico ambiente si poteva trovare un wine bar, un negozio di gastronomia, di artigianato e di abbigliamento ed infine un agenzia turistica solo per l'Italia». Un progetto che in pratica anticipava di parecchio l'avvento di Eataly, perché «la logica di business era praticamente la stessa».

«Purtroppo commisi due gravi errori», ammette il suo ideatore. «Chiesi meno capitale del necessario, e trovai soci che non conoscevo approfonditamente, che dopo le difficoltà iniziali preferirono chiudere l'iniziativa. Infatti l'avvio non fu come previsto per la mancanza di capitali, ed i soci si rifiutarono di continuare, perciò chiudemmo dopo soli sei mesi dall'apertura».

A 45 anni Manno fu costretto a tornare a Barletta, per vivere con i suoi genitori. Un altro momento difficile. Ma deciso a non arrendersi, nel 2010 è volato in Cile, dove ha scoperto un paese in grado di offrire opportunità a chi ha le idee giuste. Nel 2012 si è trasferito definitivamente nel paese sudamericano, più precisamente a Vina del Mar, dove ha fondato Exosphere. «Una comunità internazionale di apprendimento continuo e di risoluzione di problemi concreti del mercato. In pratica è una comunità di imprenditori, di cui sono cofondatore con il mio socio americano Skinner Layne, un imprenditore geniale di cui sentiremo presto parlare e non solo in Cile».

Poi, quando a novembre del 2014 è arrivata la sentenza di assoluzione in merito al caso Bid.it, Manno ha deciso di passare al contrattacco. «Ho ideato la campagna #chiediaMPS perchè sento il dovere non solo di denunciare la verità e il comportamento di una banca come la Mps, ma soprattutto perché voglio incoraggiare chiunque viva un momento difficile della propria vita a non mollare mai. E tutti sappiamo quanto sia importante oggi».

L'obiettivo è convincere la Mps ad un accordo extragiudiziale, ed utilizzare i soldi per portare Exosphere in Puglia, a Barletta. Certo, Manno non si fa illusioni. «Non penso di ottenere granché, ma ne sarà valsa comunque la pena se sarò riuscito ad aiutare moralmente anche una sola persona».

Intanto il suo lavoro con Exosphere va avanti. «L'obiettivo è creare una nuova istituzione che aiuti ad educare alla fiducia in se stessi, alla responsabilità personale, all'apprendimento continuo e all'imprenditorialità. In una parola, alla libertà vera».

«Infatti stiamo promuovendo un tour mondiale con il nostro workshop Exobase», annuncia in conclusione Manno. «In pratica sarà una sintesi della filosofia che abbiamo elaborato quaggiù in Cile con Exosphere, e saremo a Bari il 16 di Maggio».

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