Il fatto

Incenerimento rifiuti, arrivano gli esperti europei «Barletta esempio di sviluppo contro l’ambiente»

L'incontro di portata internazionale si terrà nei giorni 8 e 9 novembre in sala consiliare grazie a Zero Waste Italy e Gaia

Cronaca
Barletta venerdì 31 ottobre 2014
di Redazione
cementeria
cementeria © n.c.

Per gli organizzatori dell'evento Barletta è il luogo perfetto dove far riunire attivisti ed esperti sul tema dell'incenerimento dei rifiuti. La città della Disfida è un caso esemplare di di sviluppo urbano che non rispetta l'ambiente. Barletta vive una situazione paradossale che vede da una parte il recente avvio della raccolta differenziata "porta a porta" dei rifiuti, e dell'altra l'incenerimento, sempre di rifiuti, da parte della Cementeria Buzzi Unicem, impianto industriale insediato dentro la città

Così, grazie a Zero Waste Italy e Gaia (l’Alleanza Globale per le alternative all’incenerimento), la città di Barletta ospiterà il primo incontro internazionale sul tema del l’incenerimento dal titolo "No alla combustione dei rifiuti né nei cementifici né in altri impianti di trattamento termico", che si terrà presso la Sala Consiliare sabato 8 e domenica 9 novembre.

Spiegano Sabrina Salerno e Alessandro Zagaria del Movimento Legge Rifiuti Zero Puglia:«L’impegno di attivisti e cittadini di Barletta che da anni si battono per una gestione dei rifiuti virtuosa in grado di assicurare tutela della salute e dell’ambiente e sana economia non si arresta. Mentre la classe politica nazionale con l’articolo 35 del decreto sblocca Italia decide di rilanciare la morente pratica dell’incenerimento dei rifiuti(definendo gli inceneritori opere di interesse strategico),sancendo la possibilità di far viaggiare i rifiuti da regione a regione senza le dovute autorizzazioni,i soggetti sociali aderenti al Movimento Legge Rifiuti Zero Puglia accendono nuovamente i riflettori sul tema della combustione dei rifiuti e sulla necessità di una riconversione del sistema produttivo che ponga le basi per la realizzazione di un nuovo modello di economia circolare».

La settimana prossima «attivisti italiani ed europei porteranno le proprie esperienze,  - continuano Zagaria e Salerno - mostrando l’impegno che ovunque è necessario per difendere il territorio da politiche nefaste che nulla hanno a che vedere con il benessere e la qualità della vita delle persone. Paul Connett, ideatore della Strategia Rifiuti Zero, mostrerà che un altro modo di trattare i rifiuti e renderli risorse per tutti è possibile, mentre il Dott. Agostino Di Ciaula, Associazione Medici per l’Ambiente (Isde Italia), esporrà i rischi per la salute umana legati all’esposizione ai fumi nocivi rilasciati durante la combustione». 

La supervisione dell’incontro sarà curata da Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e vincitore del Goldman Prize 2013, e Patrizia Lo Sciuto, Zero Waste Italy, in collaborazione con il Movimento Legge Rifiuti Zero Puglia.

«Per due giorni Barletta sarà l’epicentro europeo delle mobilitazioni contro un modello di sviluppo basato sulla crescita e sul consumo che impoverisce ovunque le nostre comunità e distrugge l’ambiente», affermano i due attivisti barlettani. Che spiegano:«la scelta della Città della Disfida come luogo dell’evento non è casuale. Nel centro cittadino di Barletta è attivo il cementificio Buzzi Unicem che incenerisce 65.000 tonnellate di combustibile da rifiuti all’anno. Siamo in presenza di paradossi e assurdità. L’amministrazione comunale difatti da una parte ha avviato in città il sistema porta a porta per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, dall’altra non si preoccupa di affrontare e risolvere i problemi legati alla pratica della combustione dei rifiuti che viene svolta sul territorio nonostante sia in netto contrasto con le finalità di riduzione,riciclo e recupero proprie della raccolta differenziata. Né si preoccupa di avviare azioni volte a tutelare la salute della popolazione di una città come la nostra che è stata inserita, ai sensi del Piano Regionale per la qualità dell’aria, tra i comuni in zona C (da risanare), ossia quelli nei quali non solo si sono rilevati superamenti dei valori di legge degli inquinanti da traffico veicolare ma si rivela nel contempo la presenza di impianti industriali soggetti alla normativa IPPC e quindi con rilevanti emissioni in atmosfera».

«Alla luce di ciò appare sempre più urgente perseverare nella realizzazione di occasioni utili ad informare i cittadini sui rischi ambientali, sanitari ed economici legati alle pratiche di combustione dei rifiuti, nonché sulle reali e già sperimentate pratiche alternative che assicurano sana economia e qualità della vita. Senza la partecipazione e la conoscenza di tali dinamiche, - concludono i due attivisti - nessuno può pensare di essere tutelato da chi svende quotidianamente il nostro futuro facendoci pagare i costi sociali ed ambientali di scelte in grado solo di garantire profitto ai soliti pochi (e noti)».

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