Prima dote, 5 nuove assunzioni nella Bat. Camero: "i Cpi e la Provincia ignorati

Intervento dell'assessore provinciale al Lavoro

Cronaca
Barletta martedì 02 agosto 2011
di Redazione
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Cinque nuovi assunti nella Bat per effetto della cosiddetta Dote occupazionale promossa dalla Regione Puglia. Una notizia certamente positiva a prima vista. Solo che a leggerne bene i dati si scopre che la Bat, anche in questo caso, fa la parte della Cenerentola, lontanissima anni luce dalle quasi 500 assunzioni di Lecce e le oltre 100 di Bari. Ma c'è di più. Il Centro per l'Impiego della Bat non ne sa nulla.

A lamentare questa mancanza di comunicazione istituzionale che si traduce in minore potere operativo è l'assessore al Lavoro della Bat, Pompeo Camero, che in una nota si rivolge direttamente alla collega della Regione, Elena Gentile.

«Casualmente - scrive Camero - leggo in un’agenzia del 29 luglio scorso la news che annuncia "La dote occupazionale ha la sua prima graduatoria. Ne fanno parte 170 aziende tutte pugliesi fatta eccezione per due con sede legale a Bologna e a Milano, ma con investimenti e assunzioni rigorosamente in Puglia. La geografia delle assunzioni vede la provincia di Lecce in testa con 481 nuovi posti, segue Bari con 109 assunzioni incentivate, Foggia con 23, Taranto con 13, Brindisi con 7 e infine BAT, dove i nuovi occupati saranno 5”».

«Orbene - afferma l'assessore provinciale Bat -, le Province ed i CTI, non hanno avuto nessuna notizia preparatoria del bando della Dote Occupazionale (e degli altri bandi regionali). Apprendiamo sempre tutto da internet come i comuni cittadini. Mi domando: in queste condizioni come possiamo fare orientamento? Consulenti imprese e cittadini, comunque si rivolgono da noi, mentre la Regione Puglia non ci pre-qualifica in questo senso, anche se devo mio malgrado constatare che le imprese del nostro territorio, a giudicar dai numeri pubblicati, risultano poco avvezze alle novità, motivo per cui sto oramai puntando proprio sui servizi alle imprese, anche perché i servizi ai cittadini ormai sono standardizzati. Gradirei che tu voglia richiamare al più presto l’attenzione dei competenti uffici regionali, di guisa da colmarne la lacuna».


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