Castello

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Michele Lamonaca
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E' un quadrato dall'apparenza maestosa con torri-bastioni angolari dalle pareti sfuggenti a forma di punta di lancia che gli conferiscono un'aria possente unica fra i castelli cinquecenteschi. Ogni fronte è lungo dai 120 ai 130 metri occupati per i 2/5 dalla cortina e per 3/5 dai bastioni con i lati più lunghi di circa 40 metri  e quelli più corti di 14 metri.

Lungo tre lati del Castello corre un fossato mentre il quarto, sul lato nord, un tempo era difeso dal mare.

Ha tre ordini di fuoco, quello inferiore, intermedio e quello superiore a cielo scoperto mentre i torrioni ne hanno due con due cannonieri per faccia.

La costruzione è stata interamente realizzata con pietra calcarea da taglio molto chiara dal colore caldo e di grana finissima con la quale sono stati realizzati blocchi perfettamente squadrati  con lieve effetto bugnato.

Il cortile è un ampio quadrato dal grande impatto scenografico con tracce di un castello medievale di epoca sveva lungo i lati perimetrali. I sotterranei e i corridoi nei bastioni sono enormi ma tutti i locali sono ampi e spaziosi con le volte possenti.    

Quello che vediamo oggi non è l'edificio originario che nel corso dei secoli ha subito lavori di ampliamento e demolizione dalle varie dominazioni. Nella zona sud dell'attuale castello la torre maggiore testimonia l'origine Normanna del primo nucleo originario. E fu con loro che l'edificio divenne ricovero per i cavalieri in partenza e in arrivo dalla Terra Santa durante le Crociate.

Gli Svevi investendo notevoli risorse ricostruirono il lato sud-est  dove sulle lunette delle finestre campeggiano ancora oggi le aquila imperiali.  Nel 1228 l'imperatore Federico II vi tenne la famosa Dieta per dettare i suoi ordini in vista della partenza per la sesta crociata.

Con Carlo I d'Angiò si ebbe la ristrutturazione dell'edificio affidata al suo ingegnere militare Pietro de Angincourt e  fu terminata nel 1291.

Ma per un centro così importante per il controllo del sud Italia come quello di Barletta l'antica rocca non bastava. Gli spagnoli con Carlo V, anche a seguito della vittoria nella Disfida ottenuta 1503 contro i francesi, eressero l'attuale Castello disegnato da Ferrante de Alarcon, soprintendente brindisino su tutte le fortificazioni della Puglia, dando inizio ai lavori nel 1532.

Nel 1876, in una pubblica asta tenutasi a Bari, il Comune di Barletta acquistò il Castello per 30.000 lire e in seguito lo adibì a deposito armi e carcere. Il 24 maggio 1915 contro il complesso furono sparati nove colpi di cannone dalla corazzata austriaca Helgoland contro la quale intervenne senza alcun timore il piccolo cacciatorpediniere Turbine riuscendo ad evitare ulteriori colpi contro il castello.

Al suo interno durante la Seconda Guerra Mondiale fu stabilito il  Presidio Militare che nel settembre del 1943 si distinse opponendosi all'avanzata della Divisione "Goering" nel primo esempio di resistenza armata all'invasione tedesca.

Nel 1973 ebbe inizio un lungo restauro per arrestare il progressivo degrado dell'intera struttura e restituirla al suo antico splendore nel 1988.

E' sede della Biblioteca comunale, del Museo comunale e del lapidario che annovera tra i suoi pezzi più importanti: il Sarcofago degli Apostoli, lastra tombale del periodo compreso tra il III secolo e il IV secolo, il più antico reperto cristiano ritrovato in città, e l'unico busto esistente al mondo in pietra di Federico II di Svevia.

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