Dalla prima guerra mondiale fino ai nostri tempi

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Michela Lamonaca

Il giorno dopo l'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale la corazzata austriaca Helgoland sparò nove colpi di cannone contro il Castello di Barletta. Era il 24 maggio del 1915.

Fu allora che il cacciatorpediniere Turbine con le sue 300 tonnellate affrontò il colosso nemico che ne pesava 3.500, e forse, nonostante la differenza delle forze in campo, il caccia della Marina Militare Italiana sarebbe riuscito ad vere la meglio se non fossero intervenute altre tre navi nemiche.

Ciò nonostante il Turbine ingaggiò un scontro durissimo con grande sprezzo del pericolo da parte dell'intero equipaggio fino a quando il capitano, difronte alla superiorità numerica del nemico, decise di impedire che il caccia cadesse nelle sue mani ordinandone l'affondamento.

A memoria di questo eroico episodio avvenuto durante una delle pagine più importanti e drammatiche della storia italiana, nel 1932 fu posta all'ingresso del Castello una lapide che ricorda quanto accaduto.

Ma ad aiutare la patria durante la Prima Guerra Mondiale Barletta ha contribuito anche con il sangue dei suoi figli: in Italia la prima Medaglia d'Oro al Valore Militare durante la Grande Guerra fu  assegnata ad un barlettano, Giuseppe Carli.

Sergente nel XII° Reggimento Bersaglieri, Carli cadde in battaglia il 1 giugno del 1915 mostrando grandissimo coraggio e altruismo straordinario  verso i suoi compagni.
Invece durante la Seconda Guerra Mondiale fu la città stessa ad essere teatro di due episodi indelebili per la storia di Barletta e d'Italia.

L'8 settembre del '43, dopo l'annuncio dell'armistizio firmato dall'allora Capo del Governo e Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio, l'esercito italiano era allo sbando
Gli Alleati non erano più i nemici da abbattere ma nulla fu aggiunto sul quello che oramai poteva essere considerato l'ex-alleato germanico che invece reagì prontamente dando subito il via all'Operazione Asse: l'occupazione militare dell'intera penisola.

Fu allora che il colonnello Francesco Grasso a capo del Presidio Militare di Barletta decise di combattere contro i mezzi corazzati della Divisione “Goering”, l'elite dell'esercito tedesco, dando il via al primo episodio di resistenza contro l'invasione nazista.

I soldati italiani male armati e in inferiorità numerica sbarrarono la strada alla divisione corazzata tedesca su via Andria per ben due giorni, dal'11 al 12 settembre del '43.

Poi furono costretti alla resa per evitare che la città fosse messa ferro e fuoco come fu minacciato dal comando tedesco.

Ma ai tedeschi non bastò e per vendicarsi della resistenza incontrata e dell'uccisione di un loro ufficiale avvenuta in città, la mattina del 12 settembre entrarono a Barletta con i carri armati, sparando raffiche di mitra contro porte e persiane. Poi, una volta arrivati davanti al comando dei vigili urbani, presero gli undici vigili e i due netturbini lì presenti e li condussero sul lato sinistro del palazzo delle poste dove furono barbaramente fucilati per rappresaglia. Ma uno dei vigili riuscì a salvarsi perché fu colpito alle gambe e cadde coperto dai cadaveri dei suoi colleghi senza che i tedeschi se ne accorgessero.


Oggi sul muro dove sono ancora visibili i fori praticati dai proiettili c'è una lapide che ricorda questo episodio gravissimo. L'occupazione nazista terminò lasciando dietro di se trentadue vittime tra i civili il 24 settembre, giorno cui in città entrarono le truppe alleate. 

Per questi episodi Barletta è l'unica città in Italia ad aver ricevuto la Medaglia d'Oro al Valor Militare nel 1998 e al Merito Civile nel 2004 oltre ad essere la città italiana più decorata con 11 medaglie d'oro e 215 medaglie d'argento.

Dal dopo guerra in avanti Barletta ha visto crescere sempre più la sua economia e il suo benessere grazie soprattutto allo sviluppo del settore tessile-calzaturiero che ha raggiunto il suo massimo fulgore negli anni '80 facendo della città uno dei maggiori centri nazionali specializzati nella produzione di maglieria e calzature in grado di conquistare anche i mercati esteri.

Negli ultimi anni la concorrenza asiatica e la crisi dei mercati hanno messo a dura prova il settore che adesso è chiamato ad affrontare la sfida del mercato globale con l'intuito e il coraggio già dimostrato in precedenza dalle sue imprese.

Imprese che si spera ricevano nuovi impulsi e nuovi stimoli dalla nascita della sesta provincia pugliese, la Bat Provincia, che vede Barletta sua città capofila assieme alle città di Andria e Trani. E sarà proprio Barletta ad ospitare la Prefettura che avrà sede presso l'edificio del Real Monte di Pietà .

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