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di Giorgio Marino
La società biancorossa presenterà la domanda di ripescaggio in Prima Divisione entro la data di scadenza prevista per il 23 luglio prossimo. Il Barletta ci prova, perché un'ecatombe si è abbattuta sui campionati di Lega Pro.
Venti società sono state escluse dai tornei di Prima e Seconda Divisione. Altrettante squadre hanno seriamente rischiato di non farcela. Ma il Barletta calcio, forte del suo bilancio in attivo è rimasto lì ad attendere, ad osservare l'evolversi della vicenda alla finestra.
Ora è giunto il momento di rimboccarsi le maniche per cercare di accedere a quella che una volta si chiamava C1. L'occasione è irripetibile: la società di via Vittorio Veneto deve provare a sfruttare l'ottima chance che gli si presenta innanzi. Per farlo deve presentare la domanda di ripescaggio.
L'ingente fideiussione, 800 mila euro circa, è pronta assieme alla documentazione. Infatti, nella conferenza stampa tenutasi oggi presso l'azienda “Progetto Lavoro” di via Trani, i dirigenti del Barletta hanno dichiarato in via ufficiale di voler presentare la domanda per il ripescaggio in serie C1.
Un ripescaggio che, a questo punto, dovrebbe essere quasi certo. Solo 4 società precedono il Barletta e non è detto che tutte presentino la domanda. Lo stesso Catanzaro e anche il Brindisi sono in una situazione di incertezza. Il condizionale è d'obbligo, ma i biancorossi hanno molte chance di passare alla categoria superiore.
“Sono stati sciolti gli ultimi nodi relativi alla questione stadio. Nel giro di 2-3 mesi saranno ultimati gli impianti di videosorveglianza all'interno dello stadio, i quali garantiranno una maggiore sicurezza per gli spettatori. A breve partirà la gara d'appalto per l'impianto di illuminazione”.
Queste le parole del sindaco Maffei, che dopo una lunga assenza torna a presenziare ad una conferenza stampa del Barletta calcio ed assicura che sarà fatto il possibile per realizzare una tribuna stampa degna di tal nome in vista delle gare di cartello di C1. Il tempo servirà a capire se alle parole seguiranno i fatti.