Cronaca
24 giugno 2010

Usura ed estorsioni, blitz della Finanza di Barletta. Sette arresti, anche un barlettano

L'operazione ha portato all'arresto anche di tranesi e biscegliesi

di redazione

Un sodalizio criminale italo-albanese dedito all'usura e alle estorsioni e' stato smantellato dalla Guardia di Finanza di Barletta questa mattina.

Gli investigatori, su disposizione della magistratura tranese, hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 3 ai domiciliari).

Gli arrestati rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni e all'usura.

Tra gli arrestati ci sono alcuni albanesi residenti a Barletta, oltre a cittadini italiani di Trani e bisceglie.

In azione sono entrati i militari della Compagnia di Barletta della Guardia di Finanza con l'ausilio di 40 militari del comando provinciale di Bari, per un totale di oltre 120 uomini.

Le indagini sono state coordinate dal pm della procura di Trani Carla Spagnuolo. Ingente il patrimonio di beni sequestrati: appartamenti a Barletta e alcuni avviati e noti esercizi commerciali, oltre ad un negozio di antiquariato a Bisceglie. Il tutto per circa 4 milioni di euro.

Secondo gli investigatori, approfittando del periodo di crisi economica e finanziaria, il gruppo era riuscito a crearsi un numeroso portafoglio clienti, fatto di professionisti, commercianti, imprenditori e artigiani a cui prestavano denaro applicando tassi molto elevati. Quando la vittima dell’usura non poteva pagare veniva privata anche della propria attività, acquisita così dal clan a costi irrilevanti.

Dalle indagini sono emersi prestiti a tassi usurari dal 30% al 450% annuo. Tra le vittime professionisti, imprenditori ed artigiani. Colpita anche la rete di riciclaggio dei proventi illeciti dell'associazione con l'arresto di un imprenditore barlettano.

In particolare sono stati accertati una quarantina di casi nonchè espisodi estorsivi (finalizzati al recupero dei prestiti), riciclaggio di denaro, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e del credito ed altri reati commessi avvalendosi anche di soggetti di etnia albanese, due dei quali sono, infatti nativi, rispettivamente, di Tirana e di Durazzo.

Sono tuttora in corso circa 40 (tra perquisizioni e sequestri preventivi patrimoniali), a Bari, Barletta, Andria, Trani e Bisceglie, tra abitazioni, società, imprese individuali nonché banche ed istituti di credito, quest’ultime destinatarie di sequestri di conti correnti, libretti di deposito e titoli, tutti riferibili agli indagati ed ai propri diretti familiari.

L’indagine condotta trae origine dalla denuncia presentata da un libero professionista di Trani esasperato dai debiti contratti a tassi usurari.

L’imponente e corposo contesto investigativo ha interessato anche i canali di “riciclaggio” dei proventi illeciti accumulati dall’organizzazione attraverso un insospettabile imprenditore barlettano (ora agli arresti domiciliari), Domenico Giampalma, 44enne, titolare del bar “Amarcord”, nel centro di Barletta.

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