di Redazione
Considerazioni differenti portano i due consiglieri provinciali barlettani alla stessa conclusione. La scelta di Andria quale sede legale della Sesta provincia pugliese non risponde al principio del policentrismo sul quale dovrebbe essere fondato il nuovo ente.
Eletto nella lista Ventola, unico consigliere di maggioranza a rappresentare Barletta in Consiglio provinciale, Luigi Antonucci parla chiaro: “Ingiustizia è stata fatta”.
“Avrei voluto una maggiore apertura del Consiglio, specie della maggioranza, per una scelta più equa”, sottolinea il consigliere del centro-destra. “Una decisione che va contro il policentrismo – spiega – perché Barletta ha avuto solo la Prefettura che è un ufficio governativo. Dei tre organi provinciali Barletta non ha avuto nulla”.
La speranza che il Consiglio provinciale, riunitosi venerdì scorso, tornasse sui propri passi dopo aver evidenziato la volontà politica di assegnare ad Andria la sede legale, forse è nata vedendo il Presidente Francesco Ventola presenziare all'ultimo Consiglio comunale di Barletta.
Consiglio Comunale nel corso del quale, all'unanimità, è stato approvato un documento con cui la Città della Disfida chiedeva sede e presidenza, riconoscendo alle altre due città capoluogo il diritto di ospitare consiglio e giunta. E invece, la presenza di Ventola è rimasto un fatto puramente simbolico.
“Io lo avrei fatto parlare per capire come la pensa. E avrei fatto parlare anche il sindaco Maffei”, osserva Antonucci ricordando che, per scelta dello stesso Consiglio comunale, dopo la lettura del documento nessuno ha preso parola.
“Ora c'è bisogno di tempo per analizzare quanto accaduto e capire che ne sarà di Barletta all'interno della Provincia Bat. Qualcuno mi ha chiesto di dimettermi. Sono pronto a farlo – aggiunge – ma così Barletta non avrebbe nessuno a rappresentarla nelle prossime riunioni del Consiglio”. Purtroppo, con la scelta di Andria, conclude Antonucci, “si sono dimenticati della storia”.
Per Francesco Salerno, ex sindaco della città della Disfida, ora consigliere provinciale del centro sinistra, “che policentrismo è se Barletta ha solo la prefettura, mentre Andria ha la questura, il consiglio, la giunta provinciale e la Asl Bat?”.
La città della Disfida, per il suo ex sindaco, non è stata tratta affatto bene. “E la colpa – spiega – sta nel voto dei barlettani alle scorse provinciale. Se avessero votato in maniera differente le cose non sarebbero andate in questo modo”.
“Ora voglio sperare – prosegue – che l'Amministrazione impugni la delibera del Consiglio provinciale facendo ricorso davanti al giudice amministrativo. Partendo da due capisaldi: a Barletta devono venire Sede Legale e Prefettura”.
Ma c'è un altra strada da percorre, secondo Salerno. Difficile, ma bisogna tentare: “Stiamo raccogliendo le firme per il referendum abrogativo del provvedimento che ha assegnato la sede ad Andria. Tutti i barlettani dovrebbero votare perché servono 50 mila voti”.
Intanto, dopo la volontà espressa dal Consiglio provinciale di cui fa parte, si dice “amareggiato, anche se me lo aspettavo – ammette Salerno- . Nonostante tutte le manfrine, le trattative nonché l'ultima idea avuta dall'amministrazione di Barletta." Quella "di mettere subito a disposizione dell'ente provinciale gli uffici in cambio della sede”.
“Non si può confondere la questione degli uffici con il riconoscimento storico dovuto alla nostra città”. Per Salerno “si è trattata di una scelta al ribasso”. La proposta giusta, per lui, resta sempre quella ribadita nel corso del comizio al Monte di Pietà: “Barletta sede del potere esecutivo, Andria sede del potere legislativo con il consiglio, Trani sede del potere giudiziario”.