La nota dell'azienda

Timac, chiarimenti su licenziamenti e bonifica

"Il rispetto per l’ordinanza di sequestro dello stabilimento e per l’attività degli inquirenti impone alla Timac di procedere quanto prima alla bonifica, con lo stabilimento chiuso"

Cronaca
Barletta venerdì 13 luglio 2018
di La Redazione
Interno azienda Timac
Interno azienda Timac © BarlettaLive.it

«Nelle ultime ore, è filtrato dal tavolo della task force regionale per il lavoro un resoconto dei fatti e delle posizioni assunte non pienamente rispondente alla effettiva realtà della discussione». È quanto dichiara in una nota il responsabile delle relazioni esterne dello stabilimento di via Trani, Andrea Camaiora.

«Per trasparenza, l’azienda intende chiarire alcuni aspetti: durante i lavori del tavolo, le rappresentanze sindacali hanno chiesto al sindaco di Barletta, Mino Cannito, di provare ad organizzare un incontro con tutti i soggetti presenti (azienda, sindacati e Regione) con la magistratura per non lasciare nulla di intentato nel tentativo di salvaguardare i posti di lavoro. L’azienda, così come già era accaduto per l’incontro al ministero del Lavoro, si è detta disponibile ma ha chiarito – prosegue Camaiora – che il rispetto per l’ordinanza di sequestro dello stabilimento e per l’attività degli inquirenti impone alla Timac di procedere quanto prima a un radicale, completo e definitivo intervento di bonifica del terreno sottostante allo stabilimento di via Trani rispetto al quale, di fronte a sindacati e Regione, ha chiesto aiuto al sindaco perché le conferenze di servizi chiamate a definire tale bonifica giungano quanto prima a concordarne la progettazione e infine la realizzazione. Così come per il lavoro, anche per l’ambiente, il tempo passa rapidamente ed è necessario l’impegno di tutti per avanzare speditamente».

Per Camaiora, «è importante anche sottolineare, ci auguriamo per l’ultima volta, che l’azienda non ha attivato la procedura di cessazione di attività e il conseguente licenziamento collettivo per propria volontà, altrimenti non avrebbe operato in questi anni investendo milioni nel tentativo di coniugare il rispetto dell’ambiente con il mantenimento dei livelli occupazionali e della piena attività dello stabilimento di via Trani. Oggi è diventato necessario ottemperare alle indicazioni della magistratura per una bonifica che, al di là di suggestioni apparse sulla stampa locale, può avvenire solo e soltanto a stabilimento chiuso».

«Apprezzando la determinazione e convinzione con la quale il neosindaco Cannito ha affrontato la vicenda, agendo in prima persona e non sottraendosi al confronto né con l’azienda né con i lavoratori, non è in nessun modo nostra intenzione tirare per la giacca la magistratura. Timac – conclude Camaiora – ribadisce pertanto la sua piena disponibilità a confrontarsi con tutti, non escludendo a priori alcuna ipotesi, purché rispettosa della legge e di quel realismo a cui tutti, impresa, istituzioni, sindacati, siamo chiamati».


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