L'intervista

Villa Bonelli, come intervenire per recuperarne il valore? Intervista ad Angelo Maldari

Polmone verde e culturale situato in piena città, la Villa Bonelli sembra essere lo spauracchio delle Amministrazioni comunali

Attualità
Barletta mercoledì 16 maggio 2018
di Cosimo Giuseppe Pastore
Angelo Maldari ed Emanuela Tatò
Angelo Maldari ed Emanuela Tatò © BarlettaLive.it

Un patrimonio storico - artistico, quello custodito all'interno della Villa Bonelli, di rara bellezza, eppure poco salvaguardato dalle Amministrazioni comunali, che nel corso degli anni si sono passate la "staffetta Bonelli" senza mai giungere a qualcosa di concreto e produttivo. La storia più recente risale al 2013, quando la delibera di giunta n. 47 qualificò la villa tra gli immobili comunali da valorizzare. All'inserimento nel piano delle valorizzazioni poi, nel dicembre dello stesso anno, seguì lo stanziamento di 60 mila euro per la riparazione del tetto della villa, colpito da un fulmine qualche mese prima. Arriviamo, così, ai giorni nostri in cui, tra piccoli eventi e presepi natalizi che la villa ha ospitato, di fatto l'immobile ottocentesco è ancora lì, circondato da recinzioni, ma privo di una effettiva salvaguardia e soprattutto, privo di una politica di valorizzazione che guardi ad una implementazione culturale dello stabile tra le opere e i luoghi di cui la città possa vantarsi.

Anche i giardini, seppure aperti e frequentati, versano in uno stato di cura precaria, con interventi manutentivi scarsi o troppo distanti nei tempi l'uno dall'altro. L'immobile, fatto costruire tra la fine del '700 e gli inizi dell'800 dalla nobile famiglia Bonelli, grida necessità di tutela e di protezione. Basti guardare la villa, definita in passato "Villa fantasma". Rimedi approssimativi di pannelli in legno sbarrano l'accesso agli interni in cui sono custoditi affreschi, che seppur abbiano resistito agli anni, non è detto che lo facciano ancora. L'accesso abusivo allo stabile è ormai costante nel tempo. Le conseguenze? Vetri rotti, persiane aperte, pericolo per l'incolumità di chi vi accede. Passeggiare per i giardini della villa significa immergersi in un microcosmo creato dalla varietà botanica che tra i viali ha trovato casa, ma anche scorgere i segni di atti vandalici che hanno depredato lampioni, fatto sparire busti, reso le zone più nascoste, punti di raccolta indifferenziata. E ancora, acqua stagnante nelle fontane ormai fuori uso, la serra della nobile famiglia di cui rimane solo un'insignificante struttura in ferro, la stalliera retrostante la villa, chiusa da anni ma facilmente scavalcabile dai più agili, con un tetto sostenuto a stento da impalcature precarie. A sorvegliare il tutto, un solo guardiano e qualche anziano, assiduo frequentatore della villa, che nel vederci arrivare non può esimersi dal segnalarci gli ultimi spiacevoli aneddoti.

Ad intervenire più volte sulla questione, il Comitato pro Villa Bonelli, che fa riferimento alla persona di Angelo Maldari, candidato per le prossime elezioni comunali nella lista 'Forza Barletta', a sostegno del candidato Sindaco Mino Cannito. Nato nel 2012, il Comitato ha cercato di instaurare un rapporto continuativo con l'Amministrazione, riuscendoci però solo in parte. Certo, occorre precisarlo, l'immobile è sottoposto al vincolo della Sovraintendenza ai beni culturali, ma un'Amministrazione comunale in che misura può e deve caricarsi l'onere e l'onore di tutelare tanta ricchezza? Dopo gli sforzi con cui il Comitato ha cercato di creare un dialogo costante con l'Amministrazione, sembra arrivato il momento che «la montagna vada da Maometto». È per questo che abbiamo deciso di incontrare Angelo Maldari e Manuela Tatò, anche lei membro del Comitato e in corsa per le prossime elezioni comunali nella lista 'Forza Barletta'.

Qual è lo stato in cui versa l'immobile ad oggi e quale lo stato dei fatti a livello amministrativo?

In merito alla prima delibera, ci fu un errore da parte del Comune, oggi la Villa rientra nel piano delle valorizzazioni. I 60 mila euro, invece, furono effettivamente utilizzati per il ripristino del tetto, ma anche per alcuni lavori fatti all'interno della villa per quanto riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria del giardino e la riparazione di una linea dell'illuminazione. I tempi non furono certo celeri, in virtù del fatto che su Villa Bonelli c'è il vincolo della Sovraintendenza dei beni culturali. Quindi, effettivamente, bisogna mettersi nei panni degli amministratori e capire che questo rallenta le procedure. Il problema principale è che tutta l'amministrazione si è bloccata, se non fossimo stati noi a chiedere incontri, loro non si sarebbero posti il problema.

Attualmente la palazzina è rientrata nel piano della valorizzazioni, però il Comune può intervenire su piccole cose, una su tutte la salvaguardia della palazzina, perché come è possibile vedere è pericolante. Ci sono stati dei ragazzini che sono entrati, hanno rotto dei vetri, ci sono ancora finestre aperte, anche quelle della sala degli affreschi. Noi non sappiamo quale sia la situazione interna all'immobile, ma siamo sicuri che il Comune possa intervenire per proteggere gli interni della villa, credo che non ci sia nessun veto da parte della sovraintendenza. Sempre per quanto riguarda l'interno della palazzina c'è un lavoro fotografico del 2010 di alcuni studenti del Garrone che entrarono con l'autorizzazione del Comune nella villa e scattarono foto che mostrarono le ricchezze interne all'immobile. È così che mi adoperai per fondare il Comitato pro Villa Bonelli nel 2012.

Quali sono state nel tempo le istanze del Comitato e come sono state recepite dall'Amministrazione?

Le istanze sottoposte all'attenzione dell'Amministrazione sono state sempre le stesse: manutenzione del giardino, illuminazione, sicurezza interna, salvaguardia degli affreschi, ripristino del tetto (che c'è stato anche se con tempi molto lunghi), disinfestazione, derattizzazione, pulizia della parte retrostante della palazzina perché era piena di rifiuti così come la bellissima voliera all'ingresso della quale abbiamo chiesto di inserire una rete che impedisse di gettare rifiuti, è lì che viene allestito il presepe. Tra le varie proposte che abbiamo avanzato c'è anche la richiesta di attivazione dei parafulmini, perché ricordiamo che il tetto è ceduto a seguito della caduta di un fulmine. È necessario garantire una vivibilità interna alla villa e quindi anche una maggiore sicurezza. Per questo abbiamo pensato, data la presenza di un altro accesso difronte alla chiesa della Sacra Famiglia, di renderlo fruibile. Fu fatto un piccolo progetto a riguardo che avrebbe richiesto un investimento di circa 30-40 mila euro, perché non è assolutamente accessibile: è pericolante, va fatta la rampa di accesso per i disabili. Questa apertura renderebbe la villa, secondo noi, maggiormente fruibile e soprattutto sicura.

È importante assumere almeno un secondo guardiano perché, effettivamente, uno solo non è sufficiente, considerata la grandezza della villa. Altra priorità assoluta è quella dei bagni pubblici in cui manca l'accesso ai disabili e la maggior parte delle persone che accede alla villa, quindi anche ai bagni, sono anziani. Ancora, l'illuminazione è scarsissima perché ci sono delle linee, soprattutto nella zona retrostante, che non funzionano, mentre i fari che funzionano hanno una luminosità molto scarsa. Qualcosa è stato fatto, solo perché siamo riusciti a svegliare l'attenzione dell'Amministrazione, ma era qualcosa che riguardava la normale amministrazione delle cose. Dopodiché, se ne è parlato, certo, ma pochi se ne sono occupati. Sarebbe necessaria maggiore pubblicità, perché mi rendo conto che sono pochi i barlettani che conoscono questa villa, si parla di molti luoghi ma Villa Bonelli non viene mai citata, eppure resta ancora bella. La posizione che l'Amministrazione ha avuto nel tempo non riusciamo a capirla, però salvaguardare questo patrimonio storico-culturale è un dovere. Anche dal punto di vista botanico, la villa, ha rivestito e riveste ancora un ruolo importante.

Lei è candidato al Consiglio Comunale nella lista 'Forza Barletta', a sostegno del candidato Sindaco Mino Cannito: la Villa Bonelli rientra nel programma del candidato Sindaco e lei come porterebbe avanti la battaglia nelle vesti di Consigliere?

Ne abbiamo parlato proprio con il candidato Sindaco, subito dopo la presentazione della lista. Nel programma è stato già inserito il punto 'Villa Bonelli', ma la Villa meriterebbe un piano a parte. Io ho studiato bene la questione esaminando tutte le delibere che si sono succedute sin dal 1974, anno in cui la villa fu acquistata dal Comune. All'inizio si era pensato di farne una biblioteca, oggi si potrebbe rendere la palazzina un polo culturale in cui poter fare iniziative come convegni e mostre. Noi stessi avevamo pensato di fare una mostra fotografica, con le foto scattate dai ragazzi del Garrone, d'estate, tra i viali, ma anche quella volta l'amministrazione non ci ha ascoltati. Inizialmente, quando c'era maggiore interesse sulla villa, si era pensato anche di farla partecipare alle giornate del FAI, sarebbe stata una grandissima cosa. Poi è caduto tutto nel dimenticatoio. Bisogna rendere la villa fruibile, ma per fare qualsiasi cosa è necessario poter intercettare fondi e finanziamenti, per questo è necessario l'interesse di qualcuno che sappia gestire la situazione perché la conosce. Allora se non è Maometto che va alla montagna è la montagna che va da Maometto.


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