Il fatto

Conflitto tra natura e téchne, al Castello l’avanguardia internazionale della videoarte

In mostra fino a metà dicembre le opere della fotografa Kathleen J. Graves, del videoartista pugliese Antonio Trimani, e di Peter Campus, pioniere della videoarte

Cultura
Barletta mercoledì 19 novembre 2014
di Michele Lamonaca
Inaugurazione mostra " De Bello Naturae, della natura le sfide"
Inaugurazione mostra " De Bello Naturae, della natura le sfide" © Barlettalive.it

L'avanguardia dell'arte contemporanea nel Castello di Barletta, con installazioni video che raccontano il conflitto tra natura e tecnica, strumento di cui l'uomo non riesce più a fare a meno, trasformandolo a volte in un'arma a doppio taglio.

Sabato scorso nel Castello Svevo si è tenuta l'inaugurazione della seconda sezione dell'evento “(Di)sfide contemporanee”, in programma fino al 14 dicembre nelle sale del museo comunale.

La mostra dal titolo "De Bello Naturae – Della natura, le sfide” ospita le fotografie dell'artista statunitense  Kathleen J. Graves,  le video installazioni dell'artista pugliese Antonio Trimani, e quelle di Peter Campus,  anche lui statunitense. L'artista americano è unanimemente considerato come pioniere della videoarte, grazie alla sperimentazione portata avanti negli anni '70. Tant'è che oggi i lavori di Campus sono esposti in alcuni tra i musei e le gallerie più importanti al mondo, come il MoMA di New York, il Whitney Museum, il Guggenheim Museum, la Tate Modern, il Reina Sofia e il Centre Pompidou.

L'assessore alla Cultura Giusy Caropoo, nel fare gli onori di casa, ha sottolineato la scelta di portare l'arte contemporanea, che è quindi rivolta al futuro, in un contenitore come il castello di Barletta, ricco invece di storia. Inoltre, nel suo discorso, ha annunciato una prossima revisione dei quadri messi in mostra nel museo del Castelo, affrontando poi la questione della non accessiblità alla struttura da parte delle persone con disabilità. Limitazione dovuta a problemi strutturali che l'amministrazione comunale ha comunque intenzione di risolvere, come spiegato dall'assessore.

Dalla Caroppo  la parola è passata a Bruno Di Marino, critico d'arte che ha passato brevemente in rassegna le peculiarità dei lavori portati a Barletta dai tre videoartisti. «Per "De Bello Naturae" abbiamo deciso di creare un dialogo tra gli artisti, eliminando le didascalia, e lasciando che fossero le immagini, fisse e in movimento, a comunicare tra di loro e con il pubblico». 

In esposizione ci sono scatti della fotografa  Kathleen J. Graves che «sembrano ritornare alla pittura iperrealista», tanto sono vividi i dettagli e i colori di fiori, piante e altri soggetti ripresi dall'artista, che li ha poi «modificati al computer con l'inserimento di elementi che esaltano la conflittualità tra naturale e artificiale».

Trimani e Campus hanno invece lavorato sulla «fissità delle immagini», ha spiegato ancora Di Marino. L'artista italiano ha realizzato «lentissime dissolveze incorociate, che congelano la sovrapposizone di elementi delle natura e della civilità,  tasformandole in qualcosa di innaturale». Con i suoi paesagi elettronici Trimani ottiene accostamenti surreali, che inducono a riflettere su quanto sia sconsiderato e irrispettoso il rapporto degli uomini con l'ambiente. A questi lavori, l'artista italiano ha accostato alcuni omaggi alla sua Puglia, sovrapponendo magnifici scorci della nostra regione.

Le opere di Campus ritraggono invece «paesaggi di mare che grazie alla tecnica pixelation e alla saturazione brillante dei colori trasforma in astratto ciò che ritraggono», ha continuato Di Marino. Le video installazioni dell'artista americano sono un'evidentissimo riferimento alle avanguardie di inizio secoli. Sembrano infatti l'opera di un pittore impressionista, solo che la rarefazione dell'immagine è frutto delle tecniche digitali, che così invitano i visitarori a riflettere sul divario tra ciò che l'obiettivo registra e viene poi riproposto con filtri digitali, e ciò che immaginiamo di vedere. 

Stimoli e provocazioni nello stesso tempo, come solo le avanguardie sanno fare, per questo appuntamento barlettano con l'arte contemporanea, su un tema così attuale come il rapporto burrascoso tra téchne e natura, 

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