Ancora degrado

La via dei rifiuti: Barletta come la “Leonia” di Calvino

Nonostante l'ambientalismo e i risultati sulla raccolta differenziata, la città continua a presentare un lato oscuro, che ricorda la breve distopia del grande scrittore italiano

Cronaca
Barletta martedì 29 marzo 2016
di Roberto Moscatelli
Catasta di monnezza a Patalini
Catasta di monnezza a Patalini © Roberto Moscatelli

È vero, la questione dei rifiuti che appestano la zona 167 è stata già abbondantemente denunciata da tanti media, soprattutto quelli locali, ma la situazione è talmente grave che sarebbe da irresponsabili non opporsi con tutte le forze. La città di Barletta, nonostante gli ottimi risultati conseguiti con la differenziata, continua però ad essere vittima dell’inciviltà sconsiderata di pochi. Se infatti i risultati conseguiti in pochi anni rendono onore ai barlettani, quanto succede a Patalini, ad esempio, ricorda la città di Leonia del racconto breve di Calvino: sommersa dai rifiuti.

In qualsiasi direzione si esca da Barletta, infatti, si trovano montagne e fiumi di rifiuti accatastati. È il caso di viale Dante Alighieri, dove lo scenario, come si può osservare dalle foto, è desolante: l’intera via, dall’inizio alla fine, ha dei margini di rifiuti a lato. Rifiuti di ogni tipo: da vecchi vhs a passeggini, scarti di feste, pneumatici. Nell’intera zona poi sembrerebbe che la parola “cantiere” vada associata a “montagne di rifiuti”. Girando per Patalini infatti potrete osservare che a margine dei cantieri dei nuovi palazzi che si continuano a costruire nonostante il problema delle urbanizzazioni, si trovino spesso e volentieri delle vere e proprie montagne di rifiuti. Ma al di là delle cataste, basta allontanarsi di qualche metro dalle strade asfaltate per vedere discariche a cielo aperto.

Ci chiediamo a questo punto come facciano i residenti della zona ad accettare situazioni del genere. Ci si deve davvero abituare a vedere i ragazzi camminare coi loro zaini fra le strade sgangherate e piene di rifiuti? O a vederli giocare, pedalare, correre circondati da questo squallore? Se la questione delle urbanizzazione è stata in qualche modo accettata, visto che le responsabilità sarebbero legate ad amministrazioni del passato (e quindi non è responsabilità di nessuno, praticamente), non è detto che lo stesso debba essere per questo scempio. Chi sporca? A chi tocca pulire? Chi è responsabile del controllo, i privati o il Comune? C’è un piano per uno smaltimento, anche progressivo? Qualcuno sta studiando un piano straordinario per contenere questa vergognosa abitudine di alcuni criminali? Tutte domande per le quali i cittadini stessi, prima ancora della stampa, dovrebbero chiedere spiegazioni, incontri, responsabilità e conferme ufficiali.

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