L'evento

No all’incenerimento rifiuti, ‏meeting internazionale a Barletta

In programma i giorni 8 e 9 novembre a cura dell'associazione Zero Waste Italy, Gaia e il Movimento Legge Rifiuti Zero_Puglia con esperti italiani ed europei

Cronaca
Barletta lunedì 20 ottobre 2014
di Redazione
A Barletta il primo Meeting Internazionale ‘No incenerimento, sì Rifiuti Zero’.
A Barletta il primo Meeting Internazionale ‘No incenerimento, sì Rifiuti Zero’. © n.c.

In Italia è l’associazione Zero Waste Italy la coordinatrice delle iniziative che gruppi, associazioni e comitati locali si apprestano ad organizzare per dare una forte impronta di secco rifiuto al tentativo del governo di rilanciare il morente incenerimento con l'articolo 35 del decreto "Sblocca Italia".

Zero Waste Italy, GAIA ed il Movimento Legge Rifiuti Zero_Puglia hanno deciso di organizzare a Barletta il primo Meeting Internazionale ‘No incenerimento, sì Rifiuti Zero’.

L'evento è in programma i giorni 8 e 9 novembre. Attivisti ed esperti italiani ed europei, tra cui delegazioni da Stati Uniti, Inghilterra, Spagna, Slovenia e Serbia,  lanceranno dalla Città della Disfida l'ennesima opera di informazione sui rischi sanitari, economici e ambientali causati dalla pratica dell’incenerimento puntando ad un rinnovato e più intenso coinvolgimento delle comunità per promuovere la Strategia Rifiuti Zero, unica opportunità in grado di riscrivere un futuro sostenibile e garantire giustizia sociale ed ambientale.

«Esse hanno fatto diminuire il monte rifiuti complessivo (sceso sotto la soglia dei 30 milioni di tonnellate per gli RSU) ma soprattutto dei rifiuti da smaltire (molte realtà anche grandi hanno un "procapite" di RUR- Rifiuti Urbani Residui inferiore ai 100kg anno!). Il caso Parma è un esempio di questo tentativo grossolano: con il "funerale" del cassonetto e con la generalizzazione del porta a porta l'inceneritore realizzato a forza funziona solo per il 40% delle proprie potenzialità  confermando come non ci sia bisogno di impianti inquinanti e costosissimi per risolvere i problemi di una moderna gestione dei rifiuti-materiali.

Ecco che allora con il decreto "Sblocca Italia" che ancora di fatto rischia di "rottamare" un intero paese già coinvolto in una pesantissima crisi ambientale (dissesto idrogeologico-vedi Genova, "Terre dei fuochi" con necessità diffuse di bonifiche da realizzare urgentemente, ecc.) si calpestano regioni e comuni titolari normativi delle pianificazioni (e lo stesso dettato legislativo 152/2006) "sancendo" che i rifiuti urbani possano tranquillamente viaggiare da regione a regione senza le necessarie autorizzazioni.

Questo è il tentativo arrogante di dare un "pugno in faccia" all'estensione delle raccolte differenziate (e dei conseguenti posti di lavoro legati all'indotto del riuso/riciclo/compostaggio che l'Europa stima in centinaia di migliaia) che si cerca di imporre definendo gli inceneritori "opere di interesse strategico" (cioè prioritarie e da realizzare con procedure accorciate nei tempi e nei modi) in aperto contrasto con la normativa europea che afferma al contrario la assoluta priorità da applicare alla riduzione e al riciclo dei rifiuti. Il decreto governativo (che dovrà essere approvato in parlamento tra circa 60 giorni) rappresenta il "colpo di coda" della industria sporca e ancora una volta "assistita"  dal potere politico dell'incenerimento dei rifiuti. Questo tentativo non deve passare!

Per questo occorre ribadire che la Strategia Rifiuti Zero è invece la strada da percorrere, già intrapresa da circa 4 milioni e 700 mila italiani rappresentati dai 215 comuni che già ne hanno adottato gli obiettivi. Indietro non si torna!  Bene hanno fatto tutte le regioni del nord Italia (e molti sindaci)  ad esprimere netto diniego all'articolo 35 che punirebbe peraltro molte comunità virtuose che già come in Veneto, Lombardia, Piemonte ecc. hanno quasi "azzerato" il problema degli "smaltimenti" con efficaci e partecipate iniziative di riduzione, riuso, raccolta differenziata, riciclo, compostaggio e che rischierebbero paradossalmente  di essere inondate di rifiuti e di... inquinanti. Per questo Zero Waste Italy chiede che insieme al ritiro dell'intero articolo 35 il governo elabori piani nazionali per la riparazione ed il riuso di beni e prodotti (già ora il comparto senza alcun sostegno conta circa 90.000 addetti) e per il riciclo al fine non solo di tutelare salute ed ambiente ma anche per mettere a disposizione delle industrie manifatturierepreziosi materiali e soprattutto per favorire lavoro ed impresa locale.  Rottamiamo le politiche del passato inquinanti e per i soliti noti, vogliamo che contino le comunità e si applichino le buone pratiche Rifiuti Zero. Non bruciamo il futuro!»

 

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