La soddisfazione

L’ex assessora Pisicchio riceverà il premio Livatino-Saetta-Costa per la sua attività istituzionale

Epurata col rimpasto nonostante avesse introdotto la raccolta porta a porta dei rifiuti, è stata scelta dal Comitato Spontaneo Antimafie di Catania per il suo operato

Attualità
Barletta giovedì 24 marzo 2016
di Roberto Moscatelli
Irene Pisicchio
L'ex assessore alle Politiche della sostenibilità ambientale, Irene Patrizia Pisicchio © n.c.

Si può soltanto immaginare la soddisfazione con la quale l’ex assessora alle politiche della sostenibilità ambientale, sostituita poi nell’ambito del rimpasto da Antonio Divincenzo, ha accolto la lettera indirizzatale dal siciliano Comitato Spontaneo Antimafie nella quale le è stata annunciata l’assegnazione del premio Livatino-Saetta-Costa per l’attività svolta durante il suo mandato.

Il premio, giunto alla XXII edizione, è dedicato ai tre magistrati uccisi dalla mafia nell’isola siciliana, e premia un elenco di personalità che si sono distinte nel «dare forza alla società civile». Arriva un nuovo grande, lontano e quindi “disinteressato”, attestato di stima all’assessora della raccolta dei rifiuti porta a porta, e della differenziata oltre il 65%, che si aggiunge ai tanti che già si erano sprecati, da ogni colore politico, durante il Consiglio comunale dove il rimpasto che la vedeva “epurata” è stato ufficializzato.

La Pisicchio ha dato notizia della chiamata, che la vedrà andare a ricevere il premio il 21 maggio a Catania, sul proprio profilo Facebook, con un post nel quale ha condiviso il proprio merito con lo staff di Bar.s.a. Ancora una volta l’ex assessora non ha dovuto proferir parola per togliersi i sassolini dalle scarpe, lasciando fare al suo operato. Difficile infatti che questo premio non sia un ulteriore motivo di imbarazzo per il sindaco Cascella, che già da più parti era stato additato di aver sacrificato il merito all’opportunità politica e al manuale Cencelli. Ancora di più in un momento nel quale l’assessorato alle politiche ambientali è al centro della discussione cittadina, visto il burrascoso Consiglio comunale sulle delibere di iniziativa popolare chiuso pochi giorni fa, e viste soprattutto le inchieste della Procura di Trani.

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