​ Ecco perché siamo vittime della banda delle buche.

antonio dibenedetto LiveYou - Degrado urbano
Barletta - lunedì 26 febbraio 2018

Nel cliccatissimo video di Youtube, l'energico «Lambrenedetto XVI», suggerisce a sindaci e politici di farsi un giro in Germania dove c'è da imparare a «rattoppare». Le buche sulle strade italiane, in effetti, indignano. Fanno letteralmente schifo e non c'è città o paesino che si salvi per non parlare della nostra Barletta. Perché? Qualcuno dà la colpa al traffico eccessivo, altri alla neve o alla pioggia eccessiva. Mai una volta che un amministratore si assuma la responsabilità di un lavoro fatto con i piedi (per essere buoni).
Eppure la realtà è questa: le buche sono il prodotto di una manutenzione ordinaria fatta male e di una straordinaria manutenzione evitata negli ultimi trent'anni. Così le vie sono ridotte al collasso con gravi ripercussioni sulla viabilità, la sicurezza e l'incolumità stessa dei cittadini.
L'80% delle buche è provocato dai sottofondi dissestati a cui nessuno pensa da almeno 20 anni. I comuni fanno appalti solo per sistemare la parte superficiale dell'asfalto che dovrebbe essere sistemato solo se il sottofondo è compatto e uniforme. E i rattoppi? Si dovrebbe usare il bitume modificato per fare un lavoro ben fatto ma siamo sempre alle solite: se il sottofondo è andato, chiusa una buca se ne apre un'altra a poca distanza. Ormai non basta più dare una lisciata, tutto il manto stradale è ammalato. Dunque i nostri amministratori, che dovrebbero dedicare alla manutenzione strade la metà di quanto incassano dalle contravvenzioni, fanno i furbetti. E anziché scavare a fondo e fare un lavoro per bene, livellano la superficie per rimettere a nuovo più metri quadrati di asfalto scegliendo le imprese che offrono il prezzo più basso senza badare alla qualità. Così la situazione peggiora. In Svizzera, invece, patria del formaggio con i buchi, ma senza buche sulle strade, l'ente pubblico pretende requisiti specifici, dai carotaggi allo spessore del bitume.

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